A Tajani il Premio Carlo V dal re di Spagna, devoluti ai terremotati i 30mila euro

Il presidente del Parlamento europeo dona la dotazione economica collegata al riconoscimento a Arquata del Tronto, Norcia e Accumoli: “Un gesto simbolico che servirà a ricordarci che l'Ue è innanzitutto solidarietà con chi ne ha più bisogno”

È andato al presidente del Parlamento Ue, Antonio Tajani il prestigioso premio europeo Carlo V, che gli è stato consegnato questa mattina nel monastero di Yuste da re Felipe VI di Spagna. Il premio ha anche una dotazione economica di 30mila euro che Tajani ha devoluto ai comuni Arquata del Tronto, Norcia e Accumoli colpiti dal terremoto. "So che non basta ma questo simbolico gesto servirà a ricordarci che l'Ue è innanzitutto solidarietà con chi ne ha più bisogno", ha detto Tajani ricordando che "in occasione della mia elezione poco più di un anno fa ho dedicato le mie prime parole da presidente del parlamento europeo alle vittime dei terremoti nell'Italia centrale", e quelle persone "non le ho dimenticate", ha garantito.

Il premio viene assegnato ogni anno a una personalità o organizzazione che ha contribuito allo sviluppo dei valori e dell'integrazione europei e in passato è stato consegnato a statisti come Helmuth Kohl, Michail Gorbaciov o Felipe Gonzalez.

“Ho sempre svolto i miei incarichi cercando di migliorare la vita dei cittadini europei. Sono proprio i cittadini a rendere possibile la pace, la stabilità e la prosperità dell'Unione europea. Per questo motivo, credo che sia giusto dedicare questo premio a loro”, ha affermato Tajani nel ricevere il premio proprio il 9 maggio, giornata dell'Europa, giornata in cui, ha detto, “celebriamo i nobili e coraggiosi sforzi che gli europei hanno realizzato nella nostra storia moderna”.

Per il presidente dell'Assemblea comunitaria “quello che rende il nostro progetto davvero grande è il nostro profondo attaccamento ai valori della libertà, della democrazia, dello Stato di diritto, dell'uguaglianza e del rispetto dei diritti umani”, tutti calori “che hanno reso l'Europa la regione più libera e prospera al mondo”, e per questo oggi “dobbiamo riaffermarli, sempre e senza eccezioni, dinanzi agli egoismi nazionalisti, a chi vuole costruire frontiere, e a coloro che intendono distruggere il nostro senso di unità e la nostra democrazia”

Tajani si è detto “certo” che il ventunesimo secolo “sarà il secolo dell'Unione europea”, ma l'Unione, ha avvertito, deve essere rinnovata “per renderla più politica, più prospera, più sicura e più influente sulla scena internazionale”.

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