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Tajani: “La disabilità sia tra le priorità dell'agenda Ue”

Il presidente del Parlamento europeo: “È inaccettabile che sia ancora un ostacolo per chi vuole partecipare al processo democratico”

L'inclusione “è un valore fondante dell’Unione europea” e il nostro modello di economia sociale di mercato “non deve lasciare indietro nessuno”. Nel discorso di apertura in occasione del “4° Parlamento europeo delle persone con disabilità”, il presidente Antonio Tajani ha lanciato un appello alle istituzioni Ue: “La disabilità deve essere tra le priorità della nostra agenda”.

In Europa, ha ricordato Tajani, “ci sono 80 milioni di cittadini con disabilità” e a loro “dobbiamo garantire la partecipazione democratica ovunque, non solo qui a Bruxelles”, perché “è inaccettabile che la disabilità sia ancora un ostacolo per chi vuole partecipare al processo democratico”.

Per migliorare la vita dei portatori di handicap, ha sottolineato il presidente, “le nuove tecnologie possono dare un contributo fondamentale”, a cominciare “da un utilizzo più semplice dei siti web e delle applicazioni mobili delle pubbliche amministrazioni, degli ospedali, dei tribunali e di altri enti amministrativi”. Son gli Stati che devono dare l'esempio, e le imprese private seguiranno.

Bruxelles sta già discutendo diversi provvedimenti, uno di questi è, ha ricordato Tajani, “il progetto di una tessera europea d'invalidità”, in fase pilota in otto Stati membri e il cui obiettivo “è estendere il riconoscimento reciproco dei benefici alle persone con disabilità a tutti gli Stati membri”.

In Europa comunque, denuncia il presidente, “vi sono ancora molte barriere architettoniche” e non solo, e per abbatterle “serve un vero e proprio piano di investimenti europeo capace di mobilizzare fondi regionali”. Questi sforzi “devono unirsi a quelli indirizzati a dare un lavoro alle persone con disabilità, che oggi sono un sesto della popolazione totale dell'Ue in età lavorativa”, ha chiesto ancora il politico di Forza Italia ricordando che “lavoro vuol dire dignità, uno dei nostri valori fondanti”, eppure “il tasso di occupazione delle persone con disabilità è ancora di circa venti punti percentuali inferiore a quello delle persone senza disabilità”.

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