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Europee, Tajani ci riprova: "Mi ricandido alla presidenza del Parlamento"

L'attuale presidente dell'Eurocamera di nuovo in corsa per la prima poltrona di Strasburgo. E sulla politica del Belpase ne ha per tutti, da Di Maio al “rassemblement radical chic” del Pd

Antonio Tajani si ricandida, non solo alle europee del prossimo maggio, ma anche alla poltrona più ambita del Parlamento europeo, quella di presidente su cui siede da due anni. Lo ha fatto nel corso di un colloquio con i giornalisti a Bruxelles, nel corso del quale il leader di Forza Italia in Europa non si è sottratto alle polemiche di casa nostra. Con stoccate a destra e manca.

Le alleanze europee

“Se toccherà al Partito popolare europeo - ha detto Tajani - mi ricandiderò alla presidenza del Parlamento”. L’esponente di Forza Italia, alla guida dell’Eurocamera dal 2017, ha ripercorso le tappe che l’hanno portato all’elezione, avvenuta grazie alla tessitura di alleanze coi Paesi che hanno interessi simili all’Italia: “Ho aggregato tutti questi e poi sono andato a parlare coi tedeschi”, ha spiegato.

“L’Italia”, ha sottolineato, “può aggregare tutti i Paesi del Sud che hanno un problema enorme con l’immigrazione e con la disoccupazione”, ma secondo Tajani deve rivolgersi anche “ai Paesi dell’Est che non possono essere isolati dall’Europa che conta”. L’Italia dovrebbe quindi farsi portavoce di un’alleanza tra Stati membri “per avere un’Unione più equilibrata”.

Le critiche al governo gialloverde

Un'alleanza che, a suo giudizio, l'attuale governo sta mettendo a rischio. Tajani se la prende innanzitutto con il vicepremier Luigi Di Maio e l'ex deputato Alessandro Di Battista, colpevoli di aver detto “delle sonore sciocchezze” sulla vicenda del Franco africano, valuta utilizzata in molte ex colonie francesi.

“Mi auguro che non si arrivi a una rottura delle relazioni con la Francia perché questo non è nell’interesse dell’Italia”, ha precisato in relazione alle recenti polemiche che hanno portato alla convocazione dell’ambasciatrice italiana a Parigi. “Non è il Franco africano che condiziona i flussi migratori”, ha detto il leader forzista evidenziando che “c’è un’adesione volontaria a quella moneta, agganciata al Franco francese”.

La questione "francese"

“Detto questo”, ha precisato il presidente del Parlamento, “non servono soltanto atti di buona volontà da parte di Roma, serve anche che la Francia tenti di avere un atteggiamento diverso nei confronti dell’Italia”. Tajani ritiene che Parigi debba assumere “per quanto riguarda l’Africa un atteggiamento non egemonico” e sulla Libia “un atteggiamento non contrastante con gli interessi italiani”. Sul Paese nordafricano lacerato dalle divisioni interne, il numero uno dell’Eurocamera auspica che ci sia “un interesse comune di Italia e Francia di andare d’accordo”, ma evidenzia anche le responsabilità francesi sulle vicende dello Stato libico: “Ricordiamo l’errore gravissimo compiuto dal Francia di far cadere Gheddafi in accordo con il Regno Unito e gli Stati Uniti”.

E il Pd?

Il presidente del Parlamento europeo ha inoltre marcato la distanza tra la sua idea di Unione “che non coincide con la politica europea che ha questo governo” ma neanche con “la politica di un rassemblement radical chic che piace a certi ambienti del Partito democratico” (il riferimento è al manifesto di Calenda). 

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