Copyright, Tajani contro Di Maio e Casaleggio: "La verità non è la piattaforma Rousseau"

Il presidente del Parlamento europeo attacca il vicepremier che aveva criticato la riforma Ue del Copyright: “Quando si parla si devono conoscere le cose, noi dobbiamo dare delle regole a internet”

"La verità non è la piattaforma Rousseau. Noi dobbiamo dare delle regole alle piattaforme" online. È la risposta del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, alle parole pronunciate ieri dal vicepremier Luigi Di Maio. Il leader del Movimento 5 Stelle ha criticato la riforma comunitaria del Copyright affermando che rappresenterebbe “un grave pericolo” che arriva “direttamente dall'Ue”, in quanto contiene “due articoli che potrebbero mettere il bavaglio alla rete”. "Quando si parla bisogna conoscere le cose e quando si dice di voler difendere la libertà bisogna lavorare non per conculcare la libertà, perché così si conculca la libertà di stampa, si uccide la voce dei giornalisti, perché si mettono le piattaforme in condizione di utilizzare tutti i tipi di informazione, comprese le fake news”, ha dichiarato Tajani rivendicando che quella messa a punto dall'Ue "è una norma che verrà approvata dal Parlamento che va nella direzione della libertà di tutti gli autori". "Vorrei chiedere al vice primo ministro italiano - ha continuato il presidente - come intende garantire gli stipendi dei giornalisti, di tutti coloro che lavorano nell'industria che produce film, che produce opere, se tutti questi prodotti vengono diffusi gratuitamente. Chi se ne occupa? Il vice primo ministro offre lui? Con il suo stipendio paga lo stipendio a tutte le persone che perderanno il lavoro?".

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Il Pd: "Di Maio difende i giganti del web"

Di Maio ha criticato, dicendo anche che l'Italia è pronta a non recepire la direttiva, la cosiddetta “link tax”, una norma che prevede che chiunque voglia pubblicare un link o uno snippet (l'anteprima che appare ad esempio su Facebook o Google), avrà bisogno di un’autorizzazione da parte dell’editore del contenuto e dovrà pagare a quest’ultimo un compenso. Sostenere la riforma della direttiva sul diritto d'autore “significa cercare di porre fine ad un’economia parassitaria che avvantaggia solo i giganti del web a danno di artisti, editori, creatori e di tutti i lavoratori del settore culturale e creativo”, affermano in una nota gli eurodeputati del Pd Mercedes Bresso, Silvia Costa, Nicola Danti, Enrico Gasbarra e Luigi Morgano. Secondo i democratici “questi cosiddetti over-the-top, che hanno oramai una posizione dominante nel mercato, devono corrispondere il giusto compenso ai titolari di diritti che rifletta il valore economico dell'uso dei contenuti coperti da copyright”, in quanto “a rischio non c'è solo la sostenibilità dell’industria creativa, ma anche la sopravvivenza stessa dei creatori e degli artisti che hanno diritto di vedersi riconosciuta una giusta remunerazione per le opere del loro ingegno”.

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