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Tajani: “L'Europa non rinunci alla sua identità e non abbia paura del diverso”

Tajani: “L'Europa non rinunci alla sua identità, ma non abbia paura del diverso”

Per gli europei rinunciare alla propria cultura “e quindi alla nostra identità europea”, che “figlia di millenni di storia” sarebbe “un errore”. È il monito lanciato da Antonio Tajani che ha invitato i cittadini Ue a “confrontarsi con gli altri”, e a “non avere paura del diverso”, in quanto “solo chi non ha un'identità ha paura degli altri”. Il presidente dell'Europarlamento, nel suo discorso di apertura alla conferenza di alto livello 'Cultural Heritage in Europe: Linking Past and Future' a Bruxelles, ha rivendicato che “metà del patrimonio mondiale dell'Unesco si trova in Ue” e ha invitato “tutti i cittadini a scoprirne l'importanza”, in quanto il patrimonio culturale europeo “ha forgiato la nostra identità comune”. C

on questa iniziativa che si è svolta nell'Aula dell'Assemblea comunitaria “abbiamo riportato l'attenzione sull'importanza, centrale e strategica, del patrimonio culturale europeo”, ha rivendicato Tajani secondo cui “la nostra identità comune affonda le radici in oltre tremila anni di storia e cultura”. Questa identità, ha continuato, “è sorta tra le isole e sulle sponde del Mediterraneo, lungo i fiumi, frutto di uno scambio incessante di idee, conoscenze e merci”, in un viaggio “proseguito lungo le grandi vie consolari, negli anfiteatri, con le opere filosofiche, con i generi della satira, del teatro comico e della tragedia”. Ma oltre alla cultura storica si deve sostenere anche quella contemporanea e l’Europa “è all’avanguardia nelle industrie creative e culturali”, con il nostro continente che è “leader nel coniugare e fondere stile, design e bellezza con tecnologia, innovazione e saper fare industriale”.

Tuttavia, ha ammonito ancora il presidente, “la creatività necessita investimenti e condizioni favorevoli. Senza un giusto compenso e remunerazione, la creatività rischia di indebolirsi e spegnersi”, e ad esempio “troppo spesso le piattaforme online diffondono in rete musica, film, libri o testi giornalisti, senza corrispondere alcun compenso agli autori”. Per questo, ha concluso, “l’Unione deve garantire il buon funzionamento del mercato digitale, assicurando un’effettiva protezione dei diritti d’autore. Il patrimonio culturale resta un elemento chiave per l’economia e l’attrattività delle regioni e delle città europee”.

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