"Andreotti e Berlusconi, quando c'erano loro l'Italia aveva un ruolo nell'Ue"

Parola di Antonio Tajani, esponente di spicco di Fi e presidente del Parlamento europeo. Che in una intervista ha avvertito sui possibili rischi per il paese in caso di nascita di un governo "populista"

"Quando c'era Andreotti funzionava, Berlusconi aveva ricominciato a tessere una tela di rapporti internazionali anche in Europa, e dopo siamo scomparsi". Parola di Antonio Tajani, esponente di spicco di Forza Italia, nonché presidente del Parlamento europeo. Che in una intervista a La7 ha avvertito sui rischi che, a suo avviso, potrebbe comportare un governo "populista". 

Timori per un governo populista

"I leader europei temono" questa eventutlità, ha detto Tajani. "Macron e Merkel - ha osservato il presidente del Parlamento europeo - aspettano di vedere cosa succede in Italia. Se ci sarà un governo populista si spaventeranno". E ha aggiunto che se ci sarà un esecutivo di questo tipo, "i rischi che i mercati reagiscano negativamente ci saranno. Credo - ha spiegato - che la crescita avrà un rallentamento. Siamo usciti dalla crisi, c'è stata una ripresa, ci sarà uno stop credo fra un anno e quindi bisogna stare molto attenti a prevenire gli scossoni negativi che potranno esserci". 

Quando c'erano loro...

Al contrario, Tajani ritiene che "la Merkel abbia capito quanto Berlusconi possa essere utile con Forza Italia per la stabilità e la credibilità del Paese sul palcoscenico europeo. Inoltre per Tajani, l'Italia era protagonista in Europa con Andreotti e Berlusconi, mentre poi è scomparsa dalla scena. "Quando c'era Andreotti funzionava - ha detto ancora - Berlusconi aveva ricominciato a tessere una tela di rapporti internazionali anche in Europa e dopo siamo scomparsi".

Il debito pubblico ci squalifica

E restando in tema europeo ha aggiunto. "Il debito pubblico fa perdere credito e ci squalifica in Europa. E' l'immagine peggiore che può dare l'Italia". Infine sui fondi europei: "Possiamo recuperare qualcosa perchè il 2 maggio verrà presentata la proposta del bilancio comunitario per i sette anni successivi al 2020. C'è tempo per agire al Parlamento e c'è tempo per agire al tavolo dei governi. Adesso - ha concluso - serve un governo credibile, autorevole e che si occupi del bilancio comunitario"

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