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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Problemi per Orban / Ungheria

Bruxelles vuole tagliare del 70% i fondi Ue per l'Ungheria: "Gravi irregolarità sistemiche”

La Commissione denuncia “percentuali insolitamente elevate di appalti aggiudicati in presenza di un solo offerente"

La Commissione europea va verso il taglio di una parte dei fondi Ue destinati all'Ungheria di Viktor Orban. Secondo quanto emerso a Bruxelles, il taglio potrebbe riguardare ben il 70% delle risorse destinate a Budapest. Il motivo? "Gravi irregolarità sistemiche, carenze e debolezze nelle procedure di appalto pubblico".

In una comunicazione del commissario al Bilancio, Johannes Hahn, al Collegio dei commissari, viene rilevato che "vi sono state percentuali insolitamente elevate di appalti aggiudicati in presenza di un solo offerente, attribuzioni di appalti a società specifiche, che stanno gradualmente conquistando ampie fette di mercato, nonché gravi carenze nell'attribuzione di accordi quadro", ossia quella tipologia di contratto utilizzata negli appalti pubblici che consente al beneficiario di non dover raggiungere tutti gli obiettivi dell'accordo, ma di sufficienti parti di esso per poter comunque proseguire nel rapporto demandando i dettagli a successive fasi del lavoro.

Inoltre, "vi sono indicazioni di possibili aste irregolari di terreni agricoli demaniali, nonché problematiche relative a prevenzione, individuazione e correzione dei conflitti di interesse". Infine, "vi sono preoccupazioni in merito alla non applicazione delle norme sugli appalti pubblici e sul conflitto di interessi ai trust di interesse pubblico" e agli enti da essi gestiti, e alla "mancanza di trasparenza per quanto riguarda la gestione dei fondi da parte di tali trust".

"Tali problematiche e il loro ripetersi nel tempo dimostrano una sistematica incapacità, involontà o riluttanza, da parte delle autorità ungheresi, di impedire decisioni contrarie alla legge applicabile, in materia di appalti pubblici e conflitti di interesse, e quindi di affrontare adeguatamente rischi di corruzione. Costituiscono violazioni del principio dello Stato di diritto, in particolare dei principi di certezza del diritto e di divieto di arbitrarietà dei poteri esecutivi e sollevano preoccupazioni in merito alla separazione dei poteri", ha spiegato il commissario.

Hahn ritiene che "il rischio finanziario per la sana gestione finanziaria del bilancio dell'Unione possa essere considerato molto significativo, giustificando un livello molto elevato di impatto finanziario per le misure". Secondo le stime dell'eurodeputato dei Verdi Daniel Freund, l’Ungheria dovrà fare a meno del 70 per cento di tutti i fondi che le spetterebbero per il settennato 2021-2027.

"È giusto che la Commissione finalmente agisca e voglia congelare i fondi. Tuttavia, molti miliardi di euro di fondi Ue continueranno a essere esposti alla corruzione" del "sistema" del primo ministro Viktor Orbán, ha dichiarato Freund a Politico. La scorsa settimana, a causa delle pressioni causate dall’indebolimento del fiorino, il governo ungherese aveva annunciato di voler istituire una "autorità indipendente" per combattere la corruzione nella speranza di placare i timori di Bruxelles e sbloccare i fondi dell'Ue.

Il nuovo organismo, che secondo quanto dichiarato da Budapest sarà istituito entro il 21 novembre, avrà il compito di "prevenire, individuare e sanare le irregolarità" nella gestione dei fondi dell'Unione europea. Quest'ultima potrà intervenire nel caso in cui le autorità competenti "non prendano le misure necessarie" contro le frodi. Ma Bruxelles ha espresso qualche perplessità sulla reale efficacia del nuovo organo.

Le tensioni tra Budapest e Bruxelles si intensificano sempre di più. Durante la plenaria di questa settimana a Strasburgo, verrà votato un testo per bloccare fondi del Recovery fund ungherese “fino a quando il Paese non si conformerà alle raccomandazioni e alle sentenze dei tribunali”. Secondo gli eurodeputati l’Ungheria non può più essere considerata una piena democrazia. Le principali aree di preoccupazione vanno dal funzionamento del sistema costituzionale ed elettorale all'indipendenza giudiziaria, dalla libertà accademica e religiosa ai diritti delle minoranze.

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