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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Energia

Tagliare la domanda di elettricità e gli extraprofitti: le decisioni Ue contro il caro bollette

Via libera dei ministri dell’Energia dell’Unione alle misure d’emergenza che prevedono una riduzione obbligatoria dei consumi

Puntare sulla riduzione della domanda di elettricità nelle ore di picco dei consumi per scongiurare un sovraccarico della rete. Ma anche chiedere alle aziende energetiche che hanno macinato extraprofitti grazie al prezzo record del gas di fare la loro parte finanziando gli aiuti alle famiglie e alle imprese in difficoltà. Questa è la strategia dell'Ue per affrontare il caro bollette approvata oggi dai ministri dell’Energia dei Paesi membri. Mentre l’accordo su ogni ipotesi di tetto generalizzato al prezzo del gas è ancora lontano, i ministri hanno dato il via libera alle misure straordinarie pensate per evitare una crisi ancora più acuta di quella in corso. 

Il meccanismo di riduzione della domanda di elettricità concordato dai ministri lascerà ampio spazio d’azione ai governi nazionali ma include un minimo obbligatorio di taglio dei consumi nelle ore di picco della domanda. Ogni Stato dovrà infatti ridurre di almeno il 5% i consumi nelle ‘ore di punta’ dell’elettricità nell’Ue. Gli orari nei quali si dovrà effettuare il taglio verranno stabiliti dagli stessi Stati membri, che avranno il compito di individuare le fasce orarie pari al 10% dell'intera giornata nelle quali si raggiungerà il picco della domanda di elettricità tra il primo dicembre 2022 e il 31 marzo 2023. In questi orari i Paesi sono chiamati a ridurre la domanda di elettricità con le misure che i singoli governi ritengono più appropriate. Il target volontario di riduzione della domanda di elettricità nell’Ue è stato invece fissato al 10% del consumo totale.

Dopo mesi di pressione da parte dell’opinione pubblica, i ministri Ue hanno inoltre deciso di agire sui cosiddetti extraprofitti realizzati dalle aziende che hanno prodotto elettricità da fonti inframarginali, come le energie rinnovabili e il nucleare. Le entrate extra sono dovute “al ruolo del carbone e del gas come fonti marginali di determinazione dei prezzi che attualmente gonfiano il costo finale dell’elettricità” a prescindere dalla fonte energetica utilizzata dai produttori, ha spiegato il Consiglio Ue. Per questo genere di elettricità verranno limitati i ricavi di mercato a 180 euro per megawattora. Gli Stati membri potranno però fissare un tetto massimo di entrate più elevato, utilizzare misure che limitano ulteriormente gli extraprofitti, fare scelte autonome sulle tecnologie e applicare limiti alle entrate di altri attori di mercato. 

La Germania spenderà 200 miliardi per abbassare le bollette

Gli Stati membri hanno poi deciso di fissare un contributo di solidarietà temporaneo obbligatorio sui profitti delle aziende nei settori del petrolio greggio, del gas naturale, del carbone e delle raffinerie. Il contributo sarà calcolato sugli utili imponibili, determinati dalle norme fiscali nazionali nell'anno fiscale che inizia nel 2022 e/o nel 2023, che superano un aumento del 20% rispetto al precedente utile imponibile medio annuo a partire dal 2018. I governi dovranno utilizzare i proventi del contributo di solidarietà per fornire sostegno finanziario alle famiglie e alle imprese e per mitigare gli effetti degli elevati prezzi al dettaglio dell’elettricità. Il Consiglio ha infine stabilito che gli Stati membri potranno fissare temporaneamente un prezzo per la fornitura di elettricità alle piccole e medie imprese per sostenere ulteriormente le Pmi alle prese con il caro bollette.

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