Martedì, 19 Ottobre 2021
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Svizzera nuova Svezia? Senza lockdown ha dimezzato i contagi, ma è stato boom di morti

I Cantoni sono stati liberi di scegliere la loro strategia e molti hanno lasciato ristoranti, palestre e impianti sciistici aperti. Il numero dei malati è calato comunque ma i decessi sono stati molti più che nella prima ondata

In Europa c'è un altro Paese che sembra aver deciso di scegliere la strategia soft contro il coronavirus, proprio come ha fatto dall'inizio della pandemia la Svezia. È la Svizzera che, seppur non proprio ai livelli di Stoccolma, ha deciso di affrontare la seconda ondata in maniera molto più rilassata e senza imporre questa volta alcun lockdown nazionale.

Nessun lockdown nazionale

Nonostante i casi in aumento il governo invece di ordinare un confinamento in tutta la confederazione ha dato potere ai Cantoni di decidere le proprie misure e solo le più colpite hanno imposto rigide restrizioni. Il governo ha fissato solo regole minime valide per tutti, compreso un limite di dieci per gli incontri privati, un coprifuoco alle 23 per i ristoranti e l'uso obbligatorio di maschere in aree affollate. Mentre alcuni centri come Ginevra hanno ordinato un blocco totale, altre grandi città come Zurigo e Berna hanno consentito a ristoranti, pub e palestre di rimanere aperti per tutta la seconda ondata, per non parlare degli impianti sciistici, nonostante le pressioni di Italia, Francia e Germania affinché venissero chiusi.

Contagi in diminuizione

Nonostante ciò il numero dei casi è calato comunque e anche a una velocità superiore a quella di Paesi che hanno invece scelto il confinamento rigido. Il 5 novembre la Svizzera aveva registrato 10.128 nuovi casi con il 26,2% dei test fatti nel Paese che erano risultati positivi. Poco più di tre settimane dopo, il 27 novembre, i nuovi casi erano scesi a 4.312 e i test positivi al 15,8 per cento. A livello di dati cumulativi settimanali due settimane fa c'erano 45.222 nuovi casi confermati, una percentuale scesa del 26% a 33.466 nella settimana successiva. Negli ultimi 7 giorni il numero di casi confermati è diminuito di un ulteriore 17% a 27.689 casi.

Gli ospedali

Nonostante un forte calo dei nuovi casi, gli ospedali sono ancora però abbastanza pieni, anche se anche qui le cose stanno migliorando. Se i nuovi contagi giornalieri sono scesi a circa un quinto del loro picco il numero di pazienti con Covid-19 ricoverati è di 3.372, comunque il 10% in meno rispetto alla scorsa settimana e in calo del 18% da un punto massimo di 4.097 pazienti del 16 novembre 2020. Nonostante la tendenza positiva sono numeri molto superiori a quelli del picco della prima ondata di 2.409, quando fu deciso un lockdown nazionale. E anche il numero di pazienti in terapia intensiva rimane elevato. Il 19 novembre 2020 veniva utilizzato l'81% degli spazi di terapia intensiva in Svizzera, il livello più alto dall'inizio della pandemia.

Numero di morti più elevato

Con questa strategia più rilassata molto più alto è stato anche, come accaduto anche in Svezia, il numero purtroppo dei morti. I 1.843 decessi per Covid-19 segnalati nelle ultime 3 settimane rappresentano il 43% dei decessi totali finora in Svizzera dall'inizio della pandemia. Il tasso di mortalità è aumentato vertiginosamente, raggiungendo il picco di 152 morti per milione di abitanti nelle due settimane terminate il 23 novembre. Più alto dell'attuale tasso bisettimanale del Regno Unito che è di 92, e più basso di quello dell'Italia che è di 160. Il 44% dei decessi della confederazione si è verificato nei cantoni di Vallese, Vaud, Ginevra, Friburgo e Neuchâtel, nonostante rappresentino solo il 25% della popolazione nazionale.

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