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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Sanzioni a Mosca

La Svizzera riprende a importare oro dalla Russia approfittando del boicottaggio

Mentre il mercato londinese dei metalli preziosi ha smesso di comprare dalla Federazione Russa lo scorso 7 marzo, i centri di raffinazione elvetici hanno ricominciato a fare affari con Mosca

La Svizzera ha ripreso le importazioni di oro dalla Russia, in precedenza bloccate dalle aziende del settore in reazione all’invasione dell’Ucraina. La solidarietà nei confronti dei Kiev è venuta meno di fronte a tre tonnellate d’oro che - come riportato da Bloomberg - sono arrivate negli impianti di raffinazione elvetici nel mese di maggio. A detta dell’agenzia di stampa statunitense, si tratta di una dimostrazione che la posizione dell'industria nei confronti dei metalli preziosi provenienti dalla Russia potrebbe essersi ammorbidita. 

Le importazioni di oro russo non sarebbero di fondamentale importanza per gli svizzeri, dal momento che le tre tonnellate arrivate il mese scorso hanno rappresentato appena il 2% degli arrivi di oro dall'estero nel principale hub di lavorazione del Paese. Tuttavia, la mossa segna un cambio di passo degno di nota da quando, il 7 marzo scorso, la London Bullion Market Association, l’organizzazione che gestisce mercato di Londra dell’oro e dell’argento, aveva deciso di chiudere i canali di importazione di metalli preziosi dalla Federazione Russa. Una chiara reazione all’invasione russa dell’Ucraina iniziata lo scorso 24 febbraio.

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Sebbene tale scelta sia diventata - di fatto - un divieto di importazione sull'oro russo nel mercato europeo, le regole internazionali non vietano la lavorazione del metallo made in Russia da parte di altre raffinerie, a partire da quelle elvetiche che hanno deciso di ‘violare’ la sanzione stabilita dalle imprese private che gestiscono il mercato londinese. La Svizzera - ricorda Bloomberg - ospita quattro importanti raffinerie d'oro, che insieme gestiscono i due terzi del prodotto mondiale. Questo potrebbe spiegare la scelta del settore svizzero della lavorazione dell’oro, che ha abbandonato la linea dell’intransigenza nei confronti di Mosca per riprendere a fare affari in barba al boicottaggio deciso dai mercati internazionali.

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