Martedì, 21 Settembre 2021
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Troppi ricoveri in intensiva, Svezia pronta a mandare i malati negli ospedali dei Paesi vicini

Le autorità stanno aumentando i letti nei reparti che accolgono i casi più gravi di coronavirus, ma potrebbe non bastare. A novembre il più alto numero di morti registrate nella nazione in più di 100 anni

La seconda ondata di coronavirus sta colpendo duro anche in Svezia e il Paese potrebbe presto essere costretto a chiedere aiuto alle vicine Finlandia e Norvegia, dove il numero dei casi è enormemente più basso, affinché ospitino nei loro ospedali alcuni malati gravi, visto che i posti in terapia intensiva stanno per terminare.

Record di morti

Come riporta il quotidiano svedese The Local il Paese ha registrato più morti il mese scorso che in qualsiasi altro novembre in più di 100 anni, secondo quanto riferito dall'agenzia nazionale di statistica svedese. Il numero dei malati gravi è in crescita e tutte le 21 regioni della nazione stanno aumentando il numero di posti disponibili per la terapia intensiva dopo che la capacità disponibile è scesa al di sotto del 17% la scorsa settimana, con l'obiettivo minimo di aumento che è fissato al 20%. Ma potrebbe non bastare e si potrebbe dver ricorrere all'aiuto dei vicini con cui è in vigore un accordo, denominato Nordic Public Health Preparedness agreement, che impegna le nazioni al supporto reciproco.

La richiesta di aiuto

"Un paio di giorni fa sono stati avviati i primi contatti con gli altri Paesi nordici in modo che siano consapevoli che questo è ancora un accordo valido in caso di necessità", ha dichiarato al The Telegraph il dottor Göran Karlström, che è responsabile del coordinamento della capacità di terapia intensiva tra le regioni della Svezia, spiegando che le capacità di accoglienza non sono mai state così basse in qualsiasi altra fase della pandemia. Il numero dei ricoveri “non sta andando in una direzione positiva - in realtà si sta intensificando - e se raggiungiamo una situazione in cui non possiamo farcela da soli, chiederemo sicuramente assistenza ai nostri Paesi fratelli e sorelle", ha detto sempre al The Telegraph, Sten Rubertsson, un medico che lavora per il Consiglio svedese per la salute e il benessere, aggiungendo che la scorsa settimana "abbiamo registrato un minimo storico quando 13 regioni avevano una capacità inferiore al 25% contemporaneamente".

Situazione grave

A far suonare il campanello d'allarme è stato soprattutto il fatto che la regione di Stoccolma mercoledì ha chiesto aiuto alle agenzie nazionali, avvertendo che il 99% dei suoi posti di terapia intensiva era stato riempito martedì. Un focolaio nella clinica a cui sono inviati i pazienti di coronavirus a Malmö, ha fatto sì che più di un terzo dei suoi infermieri e medici siano risultati positivi al virus. Al momento il Paese ha 673 posti di terapia intensiva, di cui l'82% è occupato, percentuale che sale a oltre il 90% nelle quattro regioni più colpite. Non ci sono ovviamente solo pazienti Covid-19, ma anche altri visto che il periodo dell'anno comporta maggiori rischi anche di altre malattie legate al freddo. "Siamo in una situazione estremamente grave in questo momento e abbiamo bisogno di aiuto", ha detto il direttore della salute di Stoccolma Björn Eriksson in una conferenza stampa. Nonostante l'aumento dei casi il Paese non prevede però ulteriori strette per il periodo natalizio e continua a perseguire la sua strategia soft.

Nessuna stretta

Proprio oggi entrano in vigore le nuove linee guida volute dall'Agenzia svedese per la sanità pubblica, in cui si chiede ai cittadini (ma non li si obbliga) di limitare i rapporti sociali all'interno di una 'bolla' di non più di otto persone, di incontrarsi il più possibile all'aperto ed evitare i mezzi pubblici. A inizio mese era stata anche decisa la didattica a distanza per gli studenti a partire dei 16 anni, soglia che viene abbassata a 13 per la regione di Stoccolma. In bar e ristoranti vi è ora anche un limite per legge di otto commensali, la vendita di alcool è vietata dopo le 22.

Alto numero di casi

Dall'inizio della pandemia nel Paese di circa 10 milioni di abitanti ci sono stati, secondo i dati aggiornati venerdì scorso, 7.514 decessi, 320.098 sono risultate positive al coronavirus e 3.537 pazienti sono stati ammessi. Al momento in proporzione ci sono 738.8 casi ogni 100mila abitanti. In totale i morti in Finlandia sono stati 453 e in Norvegia 393.

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