Ora anche la Svezia apre all'idea dei lockdown, ma "brevi e localizzati"

I casi sono di nuovo in aumento e l'epidemiologo di Stato sta pensando di modificare leggermente la strategia soft: "Stiamo andando lentamente nella direzione sbagliata"

Anche la Svezia potrebbe abbandonare il suo approccio soft per provare a evitare una seconda ondata di casi di coronavirus nel Paese, e ordinare dei lockdown, anche se limitati nel tempo e altamente localizzati. L'apertura all'idea è stata annunciata dallo stesso Anders Tegnell, l'epidemiologo di Stato che è la mente della strategia per fermare la pandemia nel Paese.

"Stiamo pensando a restrizioni piuttosto brevi, per interrompere la diffusione dell'infezione occorrono forse due o tre settimane al massimo", ha detto mercoledì Tegnell al quotidiano Dagens Nyheter, come riporta il Telegraph. "Stiamo ancora sviluppando il concetto", ha dichiarato lo scienziato spiegando che "le restrizioni potrebbero essere estremamente locali. Potrebbe riguardare un singolo luogo di lavoro o un distretto cittadino: ovunque si veda una diffusione e si pensi che ci siano restrizioni che potrebbero fermarla".

Finora il Paese ha portato avanti sempre e soltanto una strategia basata su misure molto leggere, sono state vietate le riunioni di oltre 50 persone e le persone anziane, fragili o con sintomi sono state invitate a rimanere a casa. Però il governo non ha imposto l'uso di mascherine, ha lasciato aperte scuole (chiuse solo le superiori e le università durante il picco), negozi e ristoranti, puntando solo su distanziamento sociale e sul senso di responsabilità dei cittadini. Una strategia consistente e sostenibile, secondo Tegnel, pensata per durare a lungo, ma anche per lasciare creare una certa immunità di gregge tra la popolazione, anche se questo, ha più volte sottolineato l'epidemiologo, non è mai stato l'obiettivo finale.

Certo durante il primo picco il numero dei contagiati, e anche purtroppo dei morti, è stato molto superiore a quello degli Stati vicini, a causa soprattutto nelle falle nella protezione delle case di cura, ma ora sembrava che la Svezia si stesse risparmiando il secondo picco e i numeri delle ultime settimane erano stati molto confortanti. Addirittura qualcuno ipotizzava che lo Stato scandinavo fosse davvero vicino all'immunità di gregge. Ma purtroppo i casi ora cominciano, seppur lentamente, a salire di nuovo e Tegnell sta preparando già la futura strategia visto che, ha ammesso “stiamo andando, seppur lentamente, nella direzione sbagliata”, per quanto riguarda il numero dei contagi.

Il primo ministro Stefan Lofven ha già annunciato che manterrà il limite massimo per gli assembramenti a 50 persone, che dal primo ottobre sarebbe dovuto passare a 500. "Le cose giuste che facciamo le godremo più avanti. Le cose sbagliate le pagheremo", ha detto, chiedendo ai suoi concittadini di tornare a lavorare da casa quando possibile e di evitare baci e abbracci.

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Al momento la percentuale di casi di Covid-19 ogni 100mila abitanti è di 41,1, non altissima ma superiore ai 30,4 di dieci giorni fa. In totale dall'inizio dell'epidemia ci sono stati 90.923 casi confermati di coronavirus con 2.599 pazienti che sono stati portati in terapia intensiva. In tutti i decessi sono stati 5.880, in proporzione 574 morti ogni milione di abitanti, l'undicesima a livello mondiale.

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