In Svezia i sindaci si ribellano a misure soft. E il premier ammette: "Situazione molto grave"

La regione di Skane vorrebbe rendere obbligatorio l'uso di mascherine almeno sui mezzi pubblici. Il sindaco di Trelleborg ha vietato le visite alle case di cura, che sono permesse a livello nazionale: "Servono regole più severe contro il Covid-19"

UN centro commerciale a Stoccolma - foto Ansa EPA/AMIR NABIZADEH SWEDEN OUT

Il "modello" Svezia comincia a creare malumori all'interno del Paese. Contro la strategia del governo per affrontare la pandemia di Covid-19, iniziano a levarsi le voci di alcune autorità locali che temono che l'approccio soft non basti più a fermare l'avanzata del virus nella società. "Dobbiamo parlare e dire quello che pensiamo. Penso che sia meglio fare di più prima piuttosto che dopo", ha detto al Telegraph Carl-Johan Sonesson, presidente del governo di Skåne, la regione in cui si trova Malmo e che è tra quelle in cui sono state suggerite norme più restrittive, anche se sempre volontarie.

Contagi in aumento

I contagi sono di nuovo in aumento (204 ogni 100mila abitanti), un tasso che, se confrontato con Francia o Italia (rispettivamente 829 e 510), risulta molto meno preoccupante. Se si guarda invece al resto della Scandinavia, dove Finlandia e Norvegia hanno attuato misure più stringenti, i dati della Svezia sono quattro volte superiori. La scorsa settimana solo a Stoccolma altre 1.678 persone sono risultate positive nel giro di quattro giorni, un aumento che è quasi del doppio rispetto alle 905 dello stesso periodo della settimana precedente. "Abbiamo una situazione molto grave", ha ammesso il primo ministro Stefan Lofven, dicendo che il virus "sta andando nella direzione sbagliata". "Per noi, questo è qualcosa di nuovo", ha detto al Telegraph la dottoressa per le malattie infettive di Skåne, Eva Melander. "Anche se abbiamo testato solo persone che sono state ricoverate in ospedale durante la primavera, l'aumento è stato piuttosto lento, quindi è qualcosa di nuovo per noi vedere questo rapido aumento", ha spiegato.

La strategia dei "consigli"

Le parole del premier sono una risposta indiretta alle pressioni che arrivano da alcune autorità locali, e sono state accompagnate da una nuova restrizione, seppur minima, ossia il limite di 8 persone per tavolo nei bar e nei ristoranti, che comunque restano aperti. La strategia resta quella dei "consigli" con i cittadini chiamati a seguirli ma che non rischiano multe se non lo fanno: il capo dell'agenzia svedese per la sanità pubblica, Johan Carlson, ha affermato di sperare che la cittadinanza possa collaborare per fermare la diffusione del virus, attenendosi alle raccomandazioni generali sulla limitazione dei contatti sociali, come hanno fatto durante la primavera e l'estate. Tuttavia, ha avvertito, "abbiamo un inverno lungo e duro davanti a noi". Il mese scorso, le autorità sanitarie hanno esortato gli svedesi con più di 70 anni e altri gruppi a rischio di evitare ogni contatto ravvicinato con persone con cui non vivevano. Ma per molti affidarsi solo i consigli sembra non essere più sufficienti.

La protesta di sindaci e governatori

"Concordo più con la strategia di Germania, Francia e Regno Unito, che con questa idea liberale che non dovremmo fare nulla", ha detto Sonesson, che è anche responsabile dell'assistenza sanitaria e dei trasporti nella regione più meridionale della Svezia. Tra le altre cose il politico vorrebbe rendere obbligatorio l'uso di mascherine sui mezzi pubblici e in altri spazi pubblici, nonostante i dubbi dell'epidemiologo del governo, Anders Tegnell, che ha spiegato varie volte che la mossa a suo avviso potrebbe addirittura essere controproducente e creare un falso senso di sicurezza che farebbe passare in secondo piano il distanziamento fisico. A differenza di quanto stabilito a livello nazionale vorrebbe poi anche chiudere le scuole fino alle superiori, passando all'insegnamento a distanza, e vietare nuovamente le visite alle case di cura per anziani, cosa che a livello nazionale è di nuovo consentito.

Restrizioni locali

Nonostante il numero dei decessi resti al momento basso, e anche quello delle ospedalizzazioni, i casi stanno aumentando in diverse parti del Paese scandinavo in maniera piuttosto veloce, e questo ha convinto il governo nazionale a emanare raccomandazioni più stringenti per le regioni di Uppsala, Skåne, Stoccolma, Västra Götaland, Östergötland, Halland, Örebro e Jönköping che sono soggette a raccomandazioni più severe, chiedendo di evitare trasporti pubblici, centri commerciali, musei, biblioteche, piscine e palestre. Ciò significa che circa il 70% dei 10,5 milioni di persone del Paese ora sono soggetti alle nuove linee guida del governo, per quanto siano sempre volontarie.

Autorità locali in subbuglio

Come racconta il quotidiano britannico venerdì, i responsabili delle malattie infettive di tre regioni hanno detto all'emittente radiofonica di stato svedese che la strategia in primavera era stata troppo incentrata su quanto accadeva a Stoccolma, con i test limitati ai pazienti ospedalizzati a livello nazionale perché la capitale aveva avuto troppi casi. Ma se le autorità regionali svedesi non hanno il potere di imporre restrizioni obbligatorie,le cose vanno diversamente per i leader dei Comuni, ha spiegato Mikael Rubin, sindaco della città portuale di Trelleborg, che ha vietato l'ingresso ai visitatori in una delle sue case di cura per anziani. "Non è nemmeno legale, ma non riesco a immaginare che qualcuno ci farà causa per aver aiutato a evitare che le persone muoiano", ha detto il primo cittadino.

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