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Il nuovo premier austriaco Sebastian Kurz con il leader del FPO Sttrache / EPA/CHRISTIAN BRUNA

Il nuovo premier austriaco Sebastian Kurz con il leader del FPO Sttrache / EPA/CHRISTIAN BRUNA

Sud Tirolo nuova Catalogna? L'Austria pronta a concedere il doppio passaporto

A usufruirne sarebbero gli altoatesini di lingua tedesca e ladina, circa 350mila italiani. La richiesta era stata avanzata da 19 consiglieri provinciali di Bolzano, tra cui il Sueditiroler Volkspartei. Che sostiene il governo Gentiloni

Dopo la Catalogna, potrebbe essere il Sud Tirolo il nuovo fronte secessionista dell'Europa. Il nuovo governo di destra dell'Austria, guidato dal giovanissimo Sebastian Kurz, ha annunciato di stare valutando la possibilità di concedere agli abitanti dell'Alto Adige di lingua tedesca e ladina il passaporto austriaco. Una concessione che ha fatto subito riaccendere i propositi di indipendenza dall'Italia di buona parte dei sudtirolesi, che sognano da generazioni di congiungersi con l'Austria. 

La proposta è arrivata a seguito della richiesta inviata al governo di Vienna da 19 consiglieri provinciali altoatesini (tra cui anche quelli della Sueditiroler Volkspartei, storicamente alleati del Pd e che sostengono il governo Gentiloni) di vagliare la possibilità di concedere alla popolazione dell'Alto Adige oltre al passaporto italiano anche quello austriaco. Ad averne diritto sarebbero circa 350mila italiani di lingua tedesca. Se il precedente governo austriaco aveva già chiuso la porta a questa ipotesi, il nuovo esecutivo, fortemente sbilanciato a destra, potrebbe sfruttare la richiesta dei sudtirolesi per alimentare le sue battaglie nazionaliste. 

Una situazione che preoccupa l'Italia, ma anche l'Europa. Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani si è schierato contro ogni ipotesi di doppio passaporto: “Nnn sarebbe certo una mossa distensiva. Sarebbe velleitario, l'Europa ha commesso tanti errori ma per fortuna ha chiuso la stagione delle guerre e dei nazionalismi”, ha detto Tajani. Ancora più duro il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova: “Sdoganare la cittadinanza su base etnica avrebbe effetti gravissimi, ad esempio, in tutti i Balcani portando al riemergere di rivendicazioni territoriali e minando la convivenza nei paesi, anche nell'Unione europea, caratterizzati dalla presenza di cittadini di molteplici culture e lingue”.

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