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Le proteste in Spagna dopo il caso La Manada - foto Ansa  EPA/JULIAN PEREZ

Le proteste in Spagna dopo il caso La Manada - foto Ansa EPA/JULIAN PEREZ

Solo "sì significa sì" il resto è "no", in Spagna nuova legge contro gli stupri

Il consenso dovrà essere esplicito, anche il silenzio sarà interpretato come un rifiuto. Così il governo socialista risponde alla sentenza di assoluzione dopo una violenza di gruppo su una diciottenne a Pamplona

La Spagna si appresta a inasprire la sua legislazione contro gli stupri. Il governo socialista i Pedro Sànchez è intenzionato a introdurre una legge per rendere meno ambigua la definizione di violenza sessuale nel Paese. Secondo il progetto dell'esecutivo il consenso a un rapporto dovrà essere esplicito. “Sì significa sì”, mentre tutto il resto sarà considerato come un no, anche il silenzio.

Lo stupro de La Manada

La decisione fa seguito all'ondata di proteste contro la sentenza lieve comminata nel caso denominato La Manada, il branco. Nel giugno del 2016 a Pamplona cinque uomini, tra cui anche un militare e un poliziotto, tutti di Siviglia,approcciarono una ragazza diciottenne dopo le due del mattino durante la festa di San Firmino, la "feria" dei tori che si svolge ogni anno. Gli uomini si offrirono di accompagnarla a casa ma poi la portarono nell'androne di un palazzo e abusarono di lei filmando addirittura la violenza. Secondo la difesa la ragazza però non fu stuprata e addirittura come prova fu stato portato il fatto che in uno dei video lei non si opponesse e non gridasse “no”. I cinque sono stati condannati a nove anni ma assolti dall'accusa più grave, quella di violenza sessuale, per la quale la Procura aveva chiesto una condanna a vent'anni. La legge spagnola fa infatti differenza tra abuso sessuale e stupro, il primo caso esclude violenza o intimidazione. Al momento sono liberi in attesa attesa della sentenza di appello e il poliziotto e il militare sono tornati in servizio.

"Anche se non c'è resistenza può essere violenza"

"Può essere stupro anche se la vittima non resiste. Se è nuda, partecipa attivamente e si diverte, c'è ovviamente il consenso. Se piange o è inerte come una bambola gonfiabile e chiaramente non si sta divertendo, allora non c'è", ha affermato Patricia Faraldo Cabana, professoressa di Legge all'università di La Coruña, che ha contribuito a scrivere a legge.

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