Mercoledì, 17 Luglio 2024
VIOLENZA SULLE DONNE

Per i governi europei il sesso senza consenso non è stupro

L'Eurocamera chiede che questa forma di reato sia riconosciuta in tutta l'Unione. Ma i leader Ue (su 27 ben 23 sono uomini) si oppongono

Il sesso senza consenso si chiama stupro. Sembra una banalità, ma a livello normativo i 27 governi dell'Unione europea (di cui 23 guidati da uomini) non sono d'accordo su questa definizione. Il Parlamento europeo è al lavoro su una direttiva per armonizzare nel vecchio continente la protezione delle donne e non solo contro tutte le forme di violenza, da quella sessuale a quella online. Mentre i governi non hanno incluso il reato di sesso non consensuale come stupro nella posizione del Consiglio all'inizio del mese, gli eurodeputati hanno deciso di inviare un messaggio forte: tutti i rapporti sessuali non consensuali devono essere classificati come stupro nella legge di ogni Stato membro dell'Ue. La relazione dei parlamentari europei chiede inoltre di introdurre una serie di aggravanti per incrementare le tutele anche per bambini, anziani e tutte le persone che si trovino in una condizione di vulnerabilità.

Consenso determinante

La violenza di genere, quella sessuale e quella domestica sono le violazioni più diffuse dei diritti in Europa. Nella stragrande maggioranza dei casi le vittime sono donne: una donna su tre nell'Ue ha subito violenza fisica o sessuale dall'età di 15 anni, mentre una su due ha subito molestie sessuali. La protezione per chi subisce queste violazioni è ancora fragile e frammentata e il Parlamento europeo sta elaborando una direttiva che offra maggiori garanzie, armonizzazione e pene più gravi per chi commette questi reati. La commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere (Femm) e quella per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe) hanno adottato una posizione netta sulla direttiva riguardante la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica nell'Ue.

Uno dei punti cruciali riguarda la definizione di stupro. Nell'ambito del Consiglio Ue i governi nazionali hanno approvato un testo molto restrittivo. Le due commissioni parlamentari chiedono invece che la definizione penale di stupro sia basata esclusivamente sull'assenza di consenso. I deputati domandano inoltre di aggiungere la "paura e l'intimidazione" all'elenco dei fattori che precludono la libera decisione. Il consenso, precisano, deve essere valutato tenendo conto delle circostanze specifiche. Sono state inoltre proposte norme penali complementari sulla violenza sessuale, cioè qualsiasi atto sessuale non consensuale che non possa essere definito stupro. Hanno inoltre chiesto una legislazione europea sulle mutilazioni genitali intersessuali, la sterilizzazione forzata, il matrimonio forzato e le molestie sessuali sul lavoro.

Pene più severe

Nell'ambito delle circostanze aggravanti gli eletti europei chiedono di ampliarne l'elenco, includendo lo status di residenza della vittima, la gravidanza, lo stato di disagio, l'essere vittima di tratta. Idem nel caso in cui la vittima viva in strutture per anziani, bambini o richiedenti asilo. Pretendono pene più severe anche per atti particolarmente inumani, degradanti o umilianti; se i reati che causano la morte o il suicidio di persone a carico. Come aggravante vorrebbero inserire anche il caso in cui l'intento sia di preservare o ripristinare l'"onore" (il cosiddetto delitto d'onore), come pure se i colpevoli intendano punire le vittime per il loro orientamento sessuale o per altre caratteristiche della loro identità. In altro contesto, le commissioni hanno chiesto di punire con maggior severità chi commette reati contro un personaggio pubblico, compresi giornalisti e difensori dei diritti umani.

Molestia informatica

La bozza di relazione tratta anche le forme di violenza e molestie online. I deputati chiedono di ampliare la definizione di "materiale intimo" che non può essere condiviso senza consenso, includendo immagini o video di nudo non di natura sessuale. La rivelazione di questi dati personali, avvenuta senza consenso, dovrebbe essere punita considerando anche il danno economico. L'invio di materiale non richiesto che ritrae i genitali dovrebbe essere classificato come molestia informatica, aggiungono i deputati. La relazione chiede anche ai governi dell'Ue di offrire alle vittime un'assistenza legale gratuita, in una lingua a loro comprensibile, di raccogliere le prove il più rapidamente possibile e fornire loro un supporto specializzato. Le vittime di violenza informatica dovrebbero inoltre avere accesso a valutazioni specializzate per identificare le loro esigenze di protezione.

Prossimi passi

Il progetto di relazione è stato adottato con 71 voti a favore, 5 contrari e 7 astensioni, mentre il progetto di decisione di avviare negoziati inter-istituzionali è stato approvato con 72 voti a favore, 6 contrari e 5 astensioni. "Il testo che abbiamo approvato oggi è estremamente avanzato e tiene conto di vari aspetti che la proposta originale non affrontava a sufficienza, come la questione della vittimizzazione secondaria e la protezione dei bambini che assistono alla violenza nelle relazioni di intimità", ha affermato Pina Picierno, eurodeputata dei Socialisti & Democratici e relatrice ombra del testo per la commissione Femm. I colloqui con il Consiglio sulla forma finale della legislazione inizieranno dopo l'approvazione del progetto di mandato negoziale da parte dell'assemblea che sarà riunita in plenaria dal 10 al 13 luglio.

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