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Martedì, 28 Giugno 2022
Le preoccupazioni

Che fine hanno fatto gli studi sui vaccini mRna? Ora anche diversi scienziati sollevano dubbi

Le dosi sono ancora sotto approvazione condizionata e l'Ema ha spostato la scadenza ultima per ricevere dati richiesti alle case farmaceutiche. Si rischia di dare argomenti a chi crede ai complotti

Sono passati ben 14 mesi da quanto è stato fatto il primo vaccino mRna contro il coronavirus, ma le dosi Pfizer e Moderna continuano ad essere somministrate con l'approvazione condizionata, quella concessa in via emergenziale, e non con quella definitiva. Questo perché l'Ema, l'agenzia europea per i medicinali, non ha ancora ricevuto tutta la documentazione necessaria per poter esprimere un giudizio finale sulla sicurezza delle iniezioni, e adesso anche parte della comunità scientifica comincia a sollevare dubbi e a chiedersi perché le due aziende non abbiano ancora fornito i risultati degli studi richiesti.

Come ricorda la testata tedesca Welt in un lungo approfondimento sul tema, l'Ema aveva stabilito in una fase iniziale che gli studi avrebbero dovuto essere presentati entro luglio 2021. Ma una volta scaduto il termine l'agenzia nell'ottobre 2021 ha prorogato di un anno l'approvazione “condizionata”, prima per lo Spikevax di Moderna e all'inizio di novembre per il Comirnaty di Pfizer/Biontech. Susanne Wagner, esperta nello sviluppo farmaceutico, parlando con il giornale si è chiesta "se i produttori vorranno mai che i loro prodotti siano approvati ufficialmente in Europa".

La scienziata lavora nel settore da 30 anni e fornisce consulenza principalmente a quelle start-up che stanno sviluppando un'ampia percentuale di nuovi farmaci, spesso in collaborazione con giganti farmaceutici, ed è specializzato proprio in nanocarriers, le nanoparticelle che servono al trasporto di agenti terapeutici o altre sostanze, e che in questi vaccini è appunto l'mRna, il 'messaggero' che porta informazioni sul coronavirus permettendo al corpo di produrre proteine virali, che vengono poi riconosciute come estranee e inducono una reazione immunitaria, creando la protezione.

La dottoressa Wagner parla di lacune di documentazione rischiose, come quelle degli studi su come il principi attivo funziona nell'organismo, in quali organi si deposita, dove agisce esattamente e per quanto tempo rimane nel nostro corpo. "È comprensibile e scusabile che i produttori non siano stati in grado di fornire tutte le prove proprio all'inizio della pandemia", ha dichiarato, consapevole del fatto che è stata l'emergenza a portare a velocizzare tutte le procedure, ma dopo un anno e mezzo a suo avviso dovrebbero quantomeno essere presentati "alcuni studi", altrimenti si rischia di dare forza a quanti vogliano speculare sul fatto che i risultati potrebbero non essere quelli sperati.

"Non so quali ragioni abbia avuto Pfizer per non soddisfare le richieste di Ema entro le scadenze prefissate, ma mi sarebbe piaciuto che le ragioni fossero rese più trasparenti", ha detto alla testata il virologo Alexander Kekulé, che pure sottolinea che in questo modo si danno armi nelle mani dei complottisti. Sui social circolano notizie sul fatto che il vaccino BioNTech/Pfizer conterrebbe componenti non adatti all'uso nell'uomo che causerebbero forti reazioni allergiche, nello specifico le nanoparticelle lipidiche ALC-0315 e ALC-0159, dando così un'apparenza scientifica a voci non verificate per quanto possibili. "Ogni teoria del complotto ha sempre un piccolo nucleo di plausibilità", ha spiegato Kekulé, che ricorda come "ci sono sempre state rare reazioni allergiche ai vaccini". La produzione dei lipidi è poi talmente complicata che non sempre si è stati stati in grado di fornire un prodotto completamente impeccabile, soprattutto all'inizio della campagna vaccinale, ma ora alcune imperfezioni dovrebbero essere state corrette.

Alcune preoccupazioni erano state sollevate nel marzo 2021 addirittura dal British Medical Journal facendo riferimento a molti casi di mRna trovato non intatto l'anno prima, ma la stessa Ema sulla questione ha contattato le aziende e alla fine, ha garantito, queste hanno "risposto in modo soddisfacente alle domande sollevate” e hanno “fornito le informazioni e i dati necessari”, a eliminare le preoccupazioni. La logica emergenziale prevale ancora, e se le autorità di regolamentazione sono state così tolleranti al momento, secondo Theo Dingermann, professore emerito all'università di Francoforte ed ex presidente della Società farmaceutica nazione, è perché comunque bisogna riconoscere che "i vaccini sono stati inoculati miliardi di volte, e gli effetti collaterali sono stati relativamente bassi”, motivo per cui le autorità hanno lasciato correre, almeno per il momento, su alcuni dettagli.

Aggiornamento, le nanoparticelle lipidiche ALC-0315 e ALC-0159 non sono altro che molecole di grasso che formano le nanosfere in cui è contenuta la preziosa informazione a base di mRNA, una molecola molto instabile e per essere veicolata nelle cellule ha bisogno di un involucro che la protegga, appunto le molecole di grasso.

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