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Venerdì, 19 Aprile 2024
Tabella di marcia

La stretta dell'Europa sui porti della droga: ce n'è uno anche in Italia

Bruxelles vuole intensificare i controlli per bloccare le rotte navali della cocaina. Punta anche su indagini finanziarie e alla collaborazione tra Stati

Occhi puntati sui porti europei, diventati ormai i principali hub di smistamento della droga in Europa. Tra quelli sotto osservazione figura anche uno italiano: il porto di Gioia Tauro in Calabria, considerato un punto di ingresso significativo della cocaina in Europa. Bruxelles ha appena presentato una roadmap per intensificare la lotta contro il traffico di droga e le reti criminali, inserendo appunto i controlli nei porti come uno dei pilastri della strategia contro la criminalità organizzata. "I sequestri di cocaina nell'Ue stanno raggiungendo livelli record, con 303 tonnellate sequestrate solo nel 2021", ha spiegato la Commissione europea nel presentare l'iniziativa. "Le attività delle reti criminali si sono evolute in termini di scala, sofisticazione e conseguenze violente", ha sottolineato ancora l'esecutivo europeo, che nella tabella di marcia ha inserito 17 azioni e 4 aree prioritarie.

Più controlli, anche finanziari

La prima di queste aree riguarda "una nuova alleanza dei porti per aumentare la resilienza dei porti contro le infiltrazioni criminali, rafforzando il lavoro delle autorità doganali, delle forze dell'ordine". La Commissione prevede, ad esempio, di dotare i porti sia pubblici che privati di dispositivi di scansione e attrezzature all'avanguardia. La seconda area riguarda invece la capacità di smantellare le reti criminali ad alto rischio facilitando le indagini finanziarie e digitali, mappando le reti criminali più grandi, rafforzando la cooperazione tra pubblici ministeri e giudici specializzati e utilizzando le segnalazioni del Sistema d'informazione Schengen. L'Unione europea punta in terzo luogo ad attuare misure di prevenzione "attraverso lo scambio di buone pratiche e di orientamenti tra gli Stati membri per prevenire l'infiltrazione di questi gruppi. Infine Bruxelles suggerisce di lavorare con i partner internazionali per affrontare "questa minaccia globale".

Container e barche a vela

Anche se la cocaina entra anche per via aerea, la principale rotta utilizzata per contrabbandare la droga in Europa è quella marittima, proveniente soprattutto dal Sud America e diretta all'Europa occidentale. Ad essere sfruttato è il commercio lecito dei container, che consente di trasportare grandi quantità di droga, adoperando numerose rotte. Inoltre, barche a vela più piccole e private o persino navi semi-sommergibili sono in grado di portare grandi quantità di cocaina in singole spedizioni. L'ingresso in Europa può così avvenire in molti punti. Secondo uno studio dell'Europol, in coordinamento con il Centro di Monitoraggio delle droghe e delle dipendenze da droga, ad essere sfruttati sono soprattutto i grandi porti, come quello di Anversa in Belgio, di Rotterdam nei Paesi Bassi e quelli di Valencia e Algeciras in Spagna. In Italia è stato segnalato il porto di Gioia Tauro in Calabria, diventato insieme ad altri come Amburgo, un "punto d'ingresso significativo" per la cocaina. In base ai dati del 2019 il principale Paese di provenienza della droga sequestratat è la Colombia con 489 tonnellate di droga sequestrata, seguono gli Stati Uniti e il Brasile. In Europa i principali punti di ingresso è smistamento sono il Belgio, i Paesi Bassi e la Spagna, ma anche in Italia sono state sequestrate quantità significative.  

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