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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Armi finte che diventano da fuoco, Bruxelles chiede all'Italia di recepire la direttiva

La Commissione europea promuove solo 10 Stati su 27 per la completa attuazione delle norme. Roma dovrà intervenire sui dispositivi d’allarme o di segnalazione, ma anche sulle marcature

Le armi da fuoco sono finite nel mirino di Bruxelles. La Commissione europea ha pubblicato il report sull'applicazione delle direttive Ue in materia di controllo dell'acquisizione e sulla detenzione di armi. Un documento per fare chiarezza sull’avanzamento dei Paesi membri sul recepimento delle regole stabilite in sede Ue negli ultimi anni. “In questa fase - è la conclusione della Commissione - solo 10 Stati membri hanno recepito integralmente” le principali novità “introdotte dalla Direttiva sulle armi da fuoco nel 2017 e dalle due Direttive di attuazione”. E l’Italia non fa parte dei Paesi più virtuosi.

Le norme sulle quali i funzionari Ue hanno attirato l’attenzione del Governo di Roma sono due. La prima è la Direttiva di esecuzione 69 del 2019 che disciplina “le specifiche tecniche relative alle armi d'allarme o da segnalazione”. “Alcuni dispositivi concepiti a fini di allarme, segnalazione o salvataggio attualmente disponibili sul mercato - si legge nel testo non recepito dall’Italia - possono essere facilmente trasformati in armi da fuoco con l'ausilio di attrezzi comuni”. Perciò, “per essere considerati armi d'allarme o da segnalazione” ed “evitare i controlli che si applicano alle armi da fuoco”, questi dispositivi “dovrebbero essere tali da non poter essere modificati con l'ausilio di attrezzi comuni al fine di espellere o di poter essere trasformati per espellere un colpo, una pallottola o un proiettile mediante l'azione di un combustibile propellente”.

La seconda direttiva che l’Italia è accusata di non aver recepito o di aver introdotto nel suo ordinamento in maniera errata è la n. 68 del 2019 che stabilisce le specifiche tecniche per la marcatura delle armi da fuoco. “Per raggiungere l'obiettivo di una migliore tracciabilità delle armi da fuoco e dei loro componenti essenziali - si legge nel testo - è fondamentale che la dimensione dei caratteri della marcatura sia adeguata”. Di qui le nuove norme sulla dimensione minima “dei caratteri che gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a rispettare nel determinare la dimensione dei caratteri di tale marcatura nei loro ordinamenti nazionali”.

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