Stretta sui rifugiati da Italia e Grecia: in Germania la Grande coalizione comincia male (per noi)

Il parlamento tedesco ha prorogato lo stop ai ricongiungimenti famigliari dei migranti. Mentre il governo ha stracciato l'accordo con Roma e Atene sui richiedenti asilo. Il tutto nel quadro dei negoziati per formare il nuovo governo

EPA/CLEMENS BILAN

L'intesa tra la Cdu/Csu di Angela Merkel e la Spd di Martin Schulz per formare il nuovo governo tedesco, dopo più di quattro mesi dalle elezioni, sembra essere arrivata al rush finale. Ma chi, soprattutto in Italia e Grecia, sperava che la nuova Grande coalizione potesse portare a maggiori aperture sul fronte dell'accoglienza di rifugiati e migranti, si sta già ricredendo. 

Stretta sui ricongiungimenti

Lo si è visto in occasione del voto della scorsa settimana con cui il Bundestag, il parlamento tedesco, ha prolungato il blocco dei ricongiungimenti fino ad agosto. A settembre, secondo quanto stabilito dai deputati, i ricongiungimenti saranno contingentati a mille al mese massimo. Potrebbe sembrare una buona notizia per chi, come il nostro paese, vede nei ricongiungimenti la via amministrativa più rapida per decongestionare i flussi di migranti in arrivo. In un Bundestag più spostato a destra, tra l'affermazione dei populisti dell'Afd e il buon risultato dei liberali, il rischio era che neppure i mille ricongiungimenti al mese venissero garantiti.

Il problema, pero', è che in cambio di questo accordo, l'ala più dura della Cdu/Csu ha ottenuto che venisse stracciata l'intesa raggiunta dal precedente governo con Roma e Atene per la presa in carico di mille rifugiati al mese (al di là dei ricongiungimenti). Come ha detto la socialista Eva Hoegl, “non tutte le persone perseguitate possono essere protette da noi”. Parole che hanno ricevuto il plauso dell'Afd. 

I negoziati per il nuovo governo

Intanto, i negoziati per formare il nuovo esecutivo dovrebbe concludersi in queste ore. I tedeschi cominciano a lamentare il tempo perso finora e il 71% dichiara di non comprendere il perché di questo stallo. I socialdemocratici sono divisi al loro interno tra chi è favorevole alla Grande coalizione e chi, come il leader dei giovani Kevin Kühnert, vede nell'alleanza con Merkel un abbraccio “mortale” per il futuro elettorale del partito. 

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Anche la Cdu/Csu deve fare i conti con le resistenze interne di chi vorrebbe una virata più forte a destra per frenare l'avanzata dell'Afd. Se la Grande coalizione dovesse saltare, pero', lo scenario  sarebbe disastroso per Merkel: governo di minoranza o elezioni anticipate. Una situazione di instabilità politica inedita per la Germania post-bellica.  

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