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Lunedì, 27 Giugno 2022
Guerra Russia-Ucraina

L'appello: "Un ‘bollino nero’ sui carburanti che finanziano la guerra in Ucraina"

25 ong europee si rivolgono all'Ue: “Gli automobilisti meritano di sapere se la loro stazione di servizio sta finanziando l'attacco di Putin"

“L'Unione europea dovrebbe mettere l'embargo su tutte le importazioni di petrolio e gas dalla Russia per fermare il finanziamento della guerra di Putin contro l’Ucraina”. È quanto hanno chiesto 25 ong europee, incluse le italiane Legambiente e Cittadini per l’Aria, in un appello pubblico rivolto ai leader europei. 

La coalizione di organizzazioni ha chiesto anche che il Paese di origine dei prodotti petroliferi “sia indicato chiaramente nelle stazioni di servizio per garantire che i consumatori non finanzino inavvertitamente il regime di Putin”. 

“Ogni giorno i Paesi dell'Ue continuano a trasferire centinaia di milioni di euro per petrolio e gas al regime di Putin”, si legge nell’appello. Una quantità di denaro verso la Russia che ammonterà a una somma “tra gli 80 e gli 85 miliardi di euro nel 2022”. Risorse che, a detta degli attivisti, vanno a finanziare “la guerra illegale contro l’Ucraina”.

Il congelamento degli acquisti dalla Russia di combustibili fossili - hanno ammesso gli attivisti - avrà un impatto sui prezzi dell’energia. Tuttavia, “la straordinaria aggressione militare di Putin richiede una risposta straordinaria”.

“I razzi che distruggono le città ucraine vengono acquistati con la benzina delle auto europee”, ha affermato William Todts, direttore esecutivo di Transport & Environment, una delle organizzazioni che hanno promosso l’appello. “Porre fine alla nostra dipendenza dal petrolio non è solo un imperativo morale per affrontare il cambiamento climatico, è fondamentale per porre fine a questa guerra”, ha aggiunto l’attivista. 

Oltre allo stop alle importazioni energetiche, le ong hanno chiesto che i cittadini vengano informati sul luogo di provenienza del carburante che acquistano, in modo da poter fare una scelta più consapevole. “Gli automobilisti - si legge nell’appello - meritano di sapere se la loro stazione di servizio sta finanziando la guerra di Putin contro l’Ucraina". “Chiediamo alle compagnie petrolifere, ai rivenditori di carburante e alle stazioni di servizio di rivelare quale quota di benzina e diesel venduti provenga dalla Russia”, hanno proposto le ong. “Chiediamo ai governi di introdurre regole per garantire che i rivenditori di carburante forniscano queste informazioni”, è la richiesta indirizzata ai leader.

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