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“Aiuti allo sviluppo in cambio dello stop ai migranti”, ong contro il Parlamento Ue

Ok degli eurodeputati al testo che blocca i fondi ai Paesi che non collaborano sulle politiche migratorie europee. Le associazioni non ci stanno: "L'assistenza non deve avere condizioni"

Niente aiuti Ue ai Paesi che non collaborano sulla migrazione. È bufera sulla decisione presa dal Parlamento europeo, subito definita “scandalosa” dalle ong in difesa dei diritti umani. Gli eurodeputati, durante l’approvazione di un dossier volto a “migliorare l'efficacia dello sviluppo e l'efficienza degli aiuti” agli Stati a reddito basso, hanno approvato un emendamento al testo base che consentirà all’Ue di rifiutarsi di fornire sostegno ai Paesi partner che non rispettano i requisiti europei in materia di migrazione. 

La denuncia

“Il processo che ha portato al voto del Parlamento europeo su questo testo è scandaloso”, ha affermato Tanya Cox, direttrice di Concord, la confederazione europea che rappresenta oltre 2.600 ong attive nel campo dell’assistenza e dello sviluppo. “Fino a poche ore prima della votazione in plenaria, la relazione rappresentava un contributo lungimirante alla politica di sostegno dell’Ue” ai Paesi in difficoltà, scrivono gli attivisti. Tuttavia, “senza discussioni in commissione o in plenaria, e con una rapida svolta prima del voto finale, il relatore Tomas Tobé ha presentato un emendamento alla sua relazione affermando che il sostegno Ue allo sviluppo dovrebbe essere subordinato alla gestione della migrazione”, si legge in una nota, e dunque all'alleggerimento della pressione sui confini Ue.

Le critiche 

Quello ratificato dai parlamentari europei è “un pericoloso precedente un’inversione di tendenza politica”, ha affermato Cox. La commissione Sviluppo, competente per il dossier, nel suo testo base aveva incluso un paragrafo che si opponeva esplicitamente a subordinare gli aiuti alla cooperazione nei Paesi partner alle politiche migratorie Ue. Gli attivisti ricordano con “ironia della sorte” che Tobé è anche presidente della commissione Sviluppo, il cui parere è stato ribaltato dal voto in Aula.

"Un danno di reputazione per l'Ue"

“Al di là del processo poco trasparente e non democratico, il risultato stesso è vergognoso”, scrivono ancora i rappresentanti di Concord. “L'assistenza allo sviluppo deve aiutare a ridurre la povertà e le disuguaglianze nei Paesi partner” ed è importante farlo “senza imporre condizioni al fine che i Paesi si allineino con gli obiettivi di migrazione dell’Ue”, ha affermato Letizia Polizzi, responsabile Ue di Terre des Hommes, la rete di ong impegnate nella difesa dei diritti dei bambini e nella promozione di uno sviluppo equo. Secondo gli attivisti, “negare gli aiuti sulla base degli obiettivi di migrazione dell'Ue è semplicemente sbagliato e danneggerà gravemente la reputazione dell’Europa nel mondo”.

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