Coronavirus: Germania e Francia bloccano l'export di mascherine, gli altri Stati Ue s'infuriano

Berlino e Parigi hanno notificato alla Commissione lo stop all'esportazione di materiali protettivi negli altri Paesi membri. Proteste di Belgio e Olanda. Speranza: "No a guerre, serve coordinamento unico". E Bruxelles lancia un appalto

Una fabbrica di mascherine protettive

La decisione era stata annunciata da diversi giorni, ma adesso è arrivata la notifica ufficiale all'Unione europea: Germania e Francia hanno sospeso l'esportazione di mascherine e altro materiale protettivo in altri Stati membri dell'Ue. La confermaè arrivata da una portavoce della Commissione, Sonya Gospodinova, dopo che i ministri della Salute di Belgio e Olanda, arrivando al vertice straordinario di Bruxelles sull'epidemia di coronavirus, avevano protestato contro questa misura. Proteste a cui si sono uniti Movimento 5 stelle, Lega, Fratelli d'Italia e il ministro Roberto Speranza: "Non dobbiamo farci la guerra fra Paesi europei con il solo rischio di aumentare il prezzo dei dispositivi" protettivi, ha detto.

Berlino e Parigi, a cui si è unita anche la Repubblica ceca, non sembrano pero' intenzionati a tornare sui loro passi, almeno finora. Le leggi Ue sul mercato unico prevedono la possibilità di "limitare la libera circolazione" delle merci quando in gioco ci sono "la protezione della salute pubblica e dell'ordine pubblico", ha spiegato la Commissione. Queste misure, tuttavia "devono essere giustificate, proporzionate e basate su ragioni oggettive". Una precisazione che non è chiaro quanto possa valere per questo caso specifico. 

Sta di fatto che il blocco delle mascherine ha scatenato l'ira di diversi Paesi. La prima a scagliarsi contro è stata la ministra belga della Salute, Maggie De Block: “Lo spirito dell’Unione europea non è questo. Trovo che dovremo essere solidari nella ripartizione delle maschere di protezione”, ha detto. In Belgio, come in altre parti dell'Ue, Lombardia compresa, farmacie e medici lamentano la carenza di questo tipo di protezione. Anche l'Olanda si trova nella stessa situazione: "Stiamo facendo i conti con una carenza di materiale per la protezione personale, ma anche di grembiuli protettivi e di occhiali di sicurezza", ha detto il ministro della Salute olandese Bruno Bruins, che aggiunge: "Il divieto di esportare" queste merci "metterebbe la solidarietà europea a rischio: invito tutti i colleghi ad astenersi da queste misure".

Sulla stessa linea il ministro italiano Speranza, che a Bruxelles ha lanciato un appello a un maggiore coordinamento Ue nella risposta all'epidemia di Covid-19: "Serve un unico livello di gestione, per esempio, degli acquisti, provando poi insieme a capire in quale parte d'Europa c'è più bisogno, a seconda del momento". Un acquisto centralizzato, secondo Speranza, consentirebbe anche di evitare lievitazioni eccessive dei prezzi. 

La Commissione europea ha annunciato il lancio di un "appalto comune". Lunedi' "riceveremo le offerte", ha spiegato la commissaria alla Sanità, Stella Kyriakides: "Potrebbe essere molto pericoloso per noi se i medici, gli infermieri e coloro che sono in prima linea non disponessero più dei dispositivi di protezione", ha aggiunto. "Ci auguriamo che la procedura di acquisto promossa dalla Commissione sia rapida ed efficace e consenta all’Italia, ma anche agli altri Stati membri in cui si sta manifestando una diffusione crescente del virus, di poter fare fronte all’emergenza", dicono in una nota gli eurodeputati di Fratelli d'Italia.

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