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Dalla pagina Facebook "Mediterranean hope"

Dalla pagina Facebook "Mediterranean hope"

“Stop ai barconi, porteremo 50mila migranti in Europa con i corridoi umanitari”

Le chiese evangeliche e Sant’Egidio hanno già permesso ad oltre 2mila persone di arrivare legalmente in Italia. M5s: “Un modello da replicare in tutta l’Ue”

“Tra il 70 e l’80% dei migranti si è già inserito. Ciò significa che hanno una casa, pagano le bollette e mandano i propri figli a scuola”. Parla con orgoglio il coordinatore di Mediterranean Hope, Paolo Naso, giunto a Bruxelles per esporre il progetto ideato dalla Federazione delle chiese evangeliche che ha permesso di portare legalmente in Italia oltre 2mila persone, sottraendole ai barconi clandestini dei trafficanti di esseri umani. I migranti sono stati segnalati da associazioni locali alle organizzazioni religiose, che si sono quindi occupate di trasferirli, formarli e integrarli nel Belpaese. “Un corridoio umanitario che non è costato una lira allo Stato - sottolinea Naso - e che è stato subito replicato in Francia, Belgio e, da oggi, anche in Germania. Una passione contagiosa”.

L'ospitalità decentrata

Il progetto è nato nel 2014, come reazione “all’inadeguatezza delle risposte istituzionali”, si legge sulla pagina Facebook dell’iniziativa Mediterranean Hope (Speranza Mediterranea), al quale ha aderito anche la Comunità di Sant’Egidio. Ogni singolo migrante viene seguito prima e dopo l’arrivo nello Stato di accoglienza. “Prima si spiega alla gente cosa troverà in Italia, il sistema scolastico e dove abiteranno”, evidenzia il coordinatore del programma. “Spieghiamo che noi non creiamo dei centri massivi dove ospitare le persone - prosegue Naso - ma facciamo ospitalità decentrata”. 

Ciò significa che “alcuni andranno in città e altri in zone agricole”. La destinazione avviene tenendo conto della provenienza di ogni soggetto e delle sue possibilità di integrarsi in tempi rapidi. “Se si tratta di un contadino che non ha mai visto una realtà metropolitana non lo mandiamo di certo a Cinisello Balsamo”, ironizza il coordinatore. 

Il percorso d'inserimento

“L’accoglienza all’arrivo - prosegue Naso - non si risolve con una stretta di mano, ma è l’inizio di un percorso che talvolta dura un anno in cui si studia obbligatoriamente l’italiano, obbligatoriamente si viene formati a un lavoro, obbligatoriamente si accetta un lavoro quando lo si trova e c’è tutto un processo sostenuto e monitorato di accompagnamento alla piena inclusione sociale dei beneficiari dei corridoi umanitari”. 

I Cinque stelle scommettono sul modello

Uno schema che, se replicato in “10-12 Paesi Ue volenterosi”, porterà legalmente dalla Libia all’Europa50mila persone in due anni". A farsi portavoce della richiesta sono gli europarlamentari del Movimento cinque stelle, che si dicono “ispirati dal successo del progetto Mediterranean Hope”. 

"Nessuna emergenza"

Secondo il pentastellato Fabio Massimo Castaldo, “la situazione attuale è il risultato di una politica di inerzia della comunità internazionale e dell'Unione europea”. “Un nuovo approccio è atteso da tempo - prosegue l’eurodeputato - e deve attingere dalla consapevolezza che le questioni migratorie non sono emergenze e che i flussi migratori non possono essere arrestati”.

Dello stesso avviso è il coordinatore del progetto. “Il meccanismo della ‘fortezza’ non funziona - sottolinea con riferimento alla chiusura delle frontiere europee - non è realistico e produce una reazione disordinata, illegale e non regolare”.

Stop ai barconi

“Il barcone - sostiene Naso con riferimento agli arrivi clandestini - è quanto di più insicuro ci sia per i migranti, ma anche per gli italiani, perché sul barcone arriva una persona che non viene necessariamente identificata”. Con il sistema di corridoio umanitario proposto, a decidere chi entra e chi no “saranno le Nazioni Unite”. “Nella nostra proposta - spiega il coordinatore - abbiamo un periodo temporale molto ben definito (massimo di due anni, ndr), proprio perché vogliamo evitare il pull factor, cioè che questa buona pratica attragga ulteriori migranti”. 

I costi

A finanziare l’arrivo e l’integrazione dei primi 2mila migranti arrivati regolarmente in Italia è stato “l’8xmille alla Chiesa evangelica valdese - Unione delle chiese metodiste e valdesi, assieme alle collette raccolte dalla Comunità di Sant’Egidio”, spiega Naso prima di chiarire che per una quota di 750 migranti sono stati usati 2 milioni e mezzo in un anno, poco più di 3300 euro per ogni migrante. 

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