Stop al geo-blocking. Acquisti on-line più facili nella Ue entro Natale

Strasburgo decreta la fine delle discriminazioni al commercio on-line basate sulla residenza del consumatore o sul paese di emissione della sua carta di credito o di debito. Elettrodomestici e biglietti delle partite i più penalizzati dal geo-blocking

European Parliament

Elettrodomestici pagati di più a seconda del paese di emissione della carta di credito o i prezzi dei biglietti di concerti che lievitano a seconda da dove è registrato l'ip del computer da cui si acquistano. Si chiama geo-blocking ed è la pratica usata dai commercianti on-line per lucrare sugli acquisti transfrontalieri. Una pratiche che è stata messa oggi al bando dal Parlamento Ue, anche se il divieto diventerà effettivo tra nove mesi, in tempo per gli acquisti di Natale.  

Stessi prezzi e condizioni per tutti i consumatori europei

In concreto, la norma approvata in via definitiva da Strasburgo impedisce ai commercianti di imporre prezzi diversi per i consumatori nazionali e per quelli degli altri paesi Ue. Tutti gli acquirenti comunitari on-line dovranno, quindi, essere trattati, tanto per acquisti di beni che di servizi che per il prezzo e le condizioni di vendita, nella stessa maniera, indipendentemente dal luogo della loro residenza o dal paese che ha emesso la carta di credito o di debito con cui si procede all'acquisto. 

"L'esito positivo del voto sulle compere online chiude l'iter che dovrà semplificare virtualmente e praticamente gli acquisti degli 'shopper' di nuova generazione attraverso una normativa chiara e omogenea", il commento dell'eurodeputato di Ap/Ppe Giovanni La Via.   

Commissione Ue: elettrodomestici e biglietti delle partite i più penalizzati

Secondo uno studio della Commissione Ue, il 63% dei siti web non permette al consumatore di fare acquisti in un altro paese della Ue, un limite che è particolarmente grave nella categoria degli elettrodomestici, 86%. Nel settore dei servizi il geo-blocco maggiore si riscontra nei biglietti per gli avvenimenti sportivi, al 40%. Sempre secondo le cifre snocciolate da Bruxelles, nel 2017 il 57% degli europei ha comprato qualcosa online, una percentuale che sale al 68% per gli internauti abituali, mentre un terzo dei consumatori ha fatto acquisti in negozi in un altro paese Ue. Il nuovo regolamento, intende proprio alimentare questo tipo di commercio, peraltro in forte crescita, tutelando al tempo stesso i consumatori. 

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