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Sabato, 20 Aprile 2024
Guerra in Ucraina

Stoltenberg risponde a papa Francesco: “Dalla Nato nessuna provocazione”

Il segretario generale dell’Alleanza atlantica risponde alle parole del Pontefice, secondo il quale i Paesi alleati non avrebbero impedito il conflitto in Ucraina

“Da parte della Nato non c’è stata alcuna provocazione”. Così il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha risposto alle parole di papa Francesco che pochi giorni fa, in un colloquio coi giornalisti, aveva dato una lettura del conflitto in corso in Ucraina distante dalle interpretazioni della politica occidentale. Secondo quanto riportato, per il Pontefice la Nato potrebbe aver “in qualche modo provocato, o non impedito” l'invasione russa dell’Ucraina. E in una guerra “non c'è bene o male metafisico”, ha aggiunto Bergoglio.

Parole sulle quali è stato interrogato il segretario generale della Nato al termine della riunione di oggi tra i ministri della Difesa dei trenta Stati dell’Alleanza atlantica. “La Nato è un’alleanza difensiva e la guerra in Ucraina l’ha voluta il presidente Putin”, ha tagliato corto Stoltenberg. “Questa è una guerra che la Russia ha deciso di condurre contro una nazione sovrana e indipendente e la Nato da diversi anni non fa altro che difendere il Paese”. “Questa non è una minaccia o una provocazione nei confronti di nessuno”, ma “sono il presidente Putin e Mosca i responsabili di questa aggressione brutale contro un Paese indipendente”, ha sottolineato il numero uno dell’Alleanza atlantica. 

“Gli alleati - ha spiegato Stoltenberg in conferenza stampa - hanno annunciato ulteriore assistenza” all’Ucraina, “comprese armi pesanti e sistemi a lungo raggio tanto necessari”. Il segretario generale ha inoltre evidenziato che la Nato sta preparando un pacchetto di assistenza completo per l'Ucraina, per contribuire a migliorare l'interoperabilità con gli eserciti dei Paesi dell’Alleanza, con la transizione “dall'era sovietica” alle “moderne apparecchiature Nato”. Stoltenberg ha infine accolto con favore la visita in Ucraina di Mario Draghi, Olaf Scholz e Emmanuel Macron, che hanno dato “ulteriore dimostrazione della loro solidarietà” con Kiev. 

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