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Giovedì, 13 Giugno 2024
La ratifica / Finlandia

Stoltenberg: "Con l'ingresso della Finlandia raddoppierà il confine Nato con la Russia"

Dopo l'intesa raggiunta tra Helsinky ed Ankara, la Turchia mantiene il suo veto solo all'ingresso della Svezia. La speranza è di un via libera per Stoccolma prima del vertice dell'11 e il 12 luglio

Quando il presidente russo, Vladimir Putin, ha ordinato l'invasione dell'Ucraina aveva "il chiaro obiettivo di avere meno Nato in Europa", e invece "sta ottenendo esattamente l'opposto: ci sarà più Nato in Europa". Lo ha rivendicato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, commentando il fatto che la Turchia ha deciso di togliere il suo veto all'ingresso nell'Alleanza da parte di Helsinki. "Quando la Finlandia aderirà, il confine tra Nato e Russia aumenterà a oltre il doppio" rispetto alla sua lunghezza attuale "con 1.300 chilometri in più", ha detto Stoltenberg.

Al termine di un tira e molla durato più di 10 mesi, lo scorso venerdì 17 marzo è arrivato l’atteso via libera turco per l’adesione alla Nato da parte della Finlandia e così ora resta fuori dai giochi solo la Svezia, destinata ad un’attesa più prolungata rispetto a quella del vicino scandinavo, il quale pare aver messo da parte il desiderio, espresso all’inizio di questa rincorsa, di voler giungere insieme al traguardo. Il presidente finlandese, Sauli Niinisto, si è recato venerdì personalmente alla corte di Recep Tayyip Erdogan per ufficializzare l’intesa trovata. Il presidente turco, dopo aver affermato che il governo procederà con la ratifica della richiesta finlandese di partecipazione al Patto atlantico, ha elogiato Helsinky per i "passi autentici e concreti" che hanno sciolto i dubbi di Ankara, mentre non ha risparmiato parole al veleno per Stoccolma, precisando comunque che la trattativa proseguirà.

La Turchia si augura di potere ratificare l'adesione della Svezia alla Nato prima del prossimo vertice dell'Alleanza Atlantica, in programma a Vilnius l'11 e il 12 luglio, ma questo dipende dalle azioni che intraprenderà Stoccolma, ha fatto sapere il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu. Ankara che chiede alla Svezia un distanziamento da gruppi ritenuti terroristi e l'estradizione di oltre 100 sospetti militanti curdi per ratificare l'adesione del Paese scandinavo. Cavusoglu ha fatto sapere di avere parlato con l'omologo svedese Tobias Billstrom e di avere auspicato che, entro la data del vertice Nato, Ankara possa vedere dei risultati rispetto alle condizioni poste per ratificare l'adesione. 

Svezia e Finlandia avevano avanzato congiuntamente la propria domanda di adesione alla Nato sulla scia dell’invasione russa ai danni dell’Ucraina, una svolta storica capace di infrangere la posizione di non allineamento che per decenni ha contraddistinto le scelte delle due nazioni. Alla decisione era seguita la volontà di arrivare insieme alla meta, un impegno che con ogni probabilità la Finlandia non rispetterà. "È possibile che la Finlandia aderisca alla Nato prima della Svezia", ​​ha dichiarato ieri Niinisto ai microfoni di un’emittente pubblica svedese. "Avremmo dovuto rifiutare l'offerta di ratifica della Turchia? Suona un po' folle, sarebbe stata una situazione terribilmente difficile se avessimo detto 'no' ad Ankara", ha sottolineato il presidente. Niinisto ha precisato che comunque non ci saranno pericoli di vulnerabilità per Stoccolma anche se Helsinky dovesse aderire per prima all’alleanza militare.

Sul lato svedese non ci sono "grandi preoccupazioni", stando a quanto detto lo scorso venerdì da un funzionario, "se questo dovesse rivelarsi uno stato di cose prolungato allora ci preoccuperemo". A frenare il via libera di Ankara per la Svezia continua ad essere il sospetto sostegno del governo di Stoccolma ai gruppi curdi. La medesima preoccupazione era alla base dei ripetuti rinvii di ratifica sulla richiesta finlandese, tuttavia, la Svezia non ha fatto gli stessi "passi avanti" mostrati dal vicino nordico. Numerosi funzionari turchi sostengono che Stoccolma continua a rifiutarsi di estradare in Turchia dozzine di oppositori politici di matrice curda, ed anche i recenti colloqui tra i due Paesi nel quartier generale della Nato si sono rivelati un buco nell’acqua.

Secondo il presidente finlandese, la posizione del governo svedese resta comunque forte viste le trattative in corso con gli Stati Uniti per un possibile accordo militare bilaterale, sul modello norvegese, che vede separatamente coinvolta anche la stessa Finlandia e Danimarca. Ancor prima del lasciapassare di Ankara, Niinisto aveva dichiarato come tali trattative fossero un cambiamento ancor più grande rispetto alla richiesta di adesione al Patto atlantico, “avere un accordo diretto con Washington molto simile tra noi (Paesi nordici) significa davvero molto”.

“È importante per la Finlandia che anche la Svezia diventi membro della Nato il prima possibile, continuerò il mio lavoro per sostenere l'adesione di Stoccolma", ha affermato Niinisto a margine dell’incontro in Turchia. Il primo ministro svedese, Ulf Kristersson, non ha nascosto la propria delusione per una mancata simultaneità delle procedure di ratifica dei due Paesi, aggiungendo comunque di rispettare la scelta turca, poiché "ogni nazione ha diritto di prendere la sua decisione in materia". 

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