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Lunedì, 27 Giugno 2022
Energia

Gli Stati Uniti tendono una mano all’Ue: 15 mld di metri cubi di gas nel 2022

Le anticipazioni dell’intesa raggiunta da Joe Biden e Ursula von der Leyen. Ma i Paesi dell’Est Europa non hanno le infrastrutture per beneficiare delle nuove importazioni

Gli Stati Uniti annunceranno un piano per fornire all'Ue fino a 15 miliardi di metri cubi aggiuntivi di gas naturale liquefatto (Gnl) entro la fine del 2022. Questa è l’indiscrezione riportata dal Financial Times alla vigilia dell’annuncio dell’accordo tra Joe Biden e Ursula von der Leyen pensato per rendere l’Ue più autonoma dal gas russo. Il patto Ue-Usa dovrebbe permettere al Vecchio Continente di sostituire una parte dei 50 miliardi di metri cubi di gas attualmente forniti dalla Russia con forniture alternative. 

L’accordo arriva nel contesto della guerra in Ucraina che ha convinto l’Unione europea a distanziarsi economicamente dalla Russia di Putin. Nelle ultime settimane diversi Paesi Ue hanno invocato le sanzioni sull’export energetico di Mosca con l’obiettivo di ‘prosciugare’ le finanze del Cremlino. Tuttavia, diversi governi europei hanno messo in evidenza che tali sanzioni avrebbero effetti devastanti per l’economia Ue. In particolare, il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha avvertito che lo stop alle importazioni di gas dalla Russia potrebbe innescare una recessione.

Tuttavia il ventisette Paesi Ue sono determinati a ridurre di due terzi la loro dipendenza energetica da Mosca nella speranza di potersi rendere più autonomi e poter minacciare conseguenze più severe qualora la guerra dovesse protrarsi per tempi lunghi. L’accordo avrà anche l’effetto di incrementare sensibilmente l’import energetico dagli Usa verso l’Ue. Nel 2021, gli Stati Uniti hanno fornito all'Europa 22 miliardi di metri cubi di Gnl.

I funzionari informati sul piano statunitense hanno sottolineato ai giornalisti della testata britannica che l’ammontare finale di Gnl extra fornito all'Ue dipenderebbe dai contratti commerciali. Gran parte delle vendite di Gnl degli Usa sono già destinate a Paesi di tutto il mondo, mentre i suoi terminali di liquefazione del gas funzionano quasi alla massima capacità. I Paesi dell'Europa orientale, i più dipendenti dal gas russo, non hanno però le infrastrutture per beneficiare facilmente delle future importazioni di Gnl con terminali vicini già operativi a pieno regime, il che significa che avranno difficoltà ad aumentare ulteriormente le importazioni.

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