Sabato, 24 Luglio 2021
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Un anno orribile anche per la stampa: centinaia di giornalisti arrestati per aver informato sul Covid

A poche ore dall'esecuzione di Ruhollah Zam in Iran, Reporter Senza Frontiere ricorda che solo nel 2020 sono stato uccisi 45 cronisti e 4 operatori. L'associazione denuncia anche la detenzione del fondatore di Wikileaks Julian Assange

Foto: commons.wikimedia.org

Sono almeno 380 i giornalisti in tutto il mondo incarcerati nel 2020, con oltre cinque Paesi responsabili per oltre la metà delle condanne. La Cina è in testa con 117 giornalisti dietro le sbarre, seguita da Arabia Saudita (34), Egitto (30), Vietnam (28) e Siria (27). È quanto emerge dal monitoraggio annuale di Reporter Senza Frontiere, ripreso da molte testate internazionali nei giorni successivi all’uccisone del giornalista Ruhollah Zam, condannato a morte dalle autorità iraniane. La morte di Zam ha fatto salire a 45 il numero dei giornalisti uccisi nel 2020, ai quali si aggiungono 4 vittime tra operatori e assistenti.

In carcere per aver comunicato sul Covid-19

Sebbene la maggior parte dei lavoratori dell’informazione incarcerati siano uomini, il numero di donne arrestate nel 2020 è aumentato del 30%, arrivando a quota 42. Dallo scoppio della pandemia globale di coronavirus, oltre 130 persone che lavorano nel settore dei media sono state arrestate per aver comunicato informazioni sulla crisi. “L'alto numero di giornalisti incarcerati in tutto il mondo dovrebbe portare a una forte attenzione sulle attuali minacce alla libertà di stampa”, ha affermato all'agenzia tedesca Deutsche Welle la giornalista Katja Gloger, direttrice dell'ufficio tedesco di Reporter Senza Frontiere. Gloger ha condannato i troppi Governi che hanno risposto alle proteste o alla crisi del Covid-19 con la repressione contro i “chi porta cattive notizie”.

La censura in Bielorussia

“Dietro ognuno di questi casi c'è il destino di una persona che deve affrontare processi penali, lunghe detenzioni e spesso maltrattamenti perché non si è sottoposta alla censura e alla repressione”, ha aggiunto la rappresentante dell’ong. Quest’anno Reporter Senza Frontiere ha prestato particolare attenzione alla Bielorussia, dove almeno 370 giornalisti sono stati fermati dalla polizia sulla scia delle contestate elezioni presidenziali del 9 agosto. Sebbene la maggior parte di essi sia stata rilasciata dopo un breve periodo, la persecuzione dei giornalisti nel Paese ha rappresentato una forte riduzione della libertà di stampa.

Le condizioni di Assange

L'organizzazione a tutela dei giornalisti ha anche denunciato la detenzione del fondatore di Wikileaks Julian Assange, che attualmente si trova nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh nel Regno Unito. Reporter Senza Frontiere ha affermato che le condizioni di Assange sono peggiorate molto a seguito di un'epidemia di coronavirus nella prigione e che il fondatore di Wikileaks è stato sottoposto a un regime di carcere duro in isolamento. Si esprime infine preoccupazione per la salute di quei giornalisti incarcerati che non hanno ricevuto cure mediche adeguate durante la pandemia e che sono stati sottoposti agli effetti psicologici di un maggiore isolamento.

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