Venerdì, 17 Settembre 2021
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Mentre i Paesi poveri sono senza dosi, in Ue buttiamo migliaia di vaccini scaduti

Lo spreco in Europa è collegato al rifiuto delle dosi da parte di troppi cittadini e a problemi di stoccaggio. E in Africa solo l'un per cento della popolazione ha avuto entrambe le iniezioni

Foto Ansa Ciro Fusco

Il fatto che nel ricco Occidente siamo abituati a sprecare il cibo o le nostre risorse, anche se nei Paesi in via di sviluppo mancano e potrebbero essere utili, è una triste normalità. E nella pandemia di coronavirus questa ingiustizia è diventata manifesta anche nella distribuzione dei vaccini. Se in continenti come l'Africa solo l'un per cento della popolazione circa ha ricevuto entrambe le iniezioni, in Europa noi addirittura ne sprechiamo migliaia, che non utilizziamo e facciamo scadere.

Come riporta Euractiv ad esempio, In Lituania, Paese con meno di 3 milioni di abitanti, dall'inizio della campagna sono stati scartati più di 20mila vaccini scaduti. Il ministero della salute della Polonia afferma che finora nella nazione sono state gettate quasi 73mila dosi, con un numero che dovrebbe aumentare nelle prossime settimane. In Germania, secondo il portale tedesco di notizie locali Merkur, migliaia di dosi di vaccino dovrebbero essere distrutte. Il comune di Pfaffenhofen, nel sud del Paese, sta restituendo 7mila dosi di Vaxzevria (Oxford / Astrazeneca) al produttore mentre si avvicinano alla data di scadenza, visto che sempre più persone rifiutano l'inoculazione.

Nella Repubblica Ceca, i dati del ministero della Salute mostrano che più di 3mila dosi sono state perse a causa della scadenza, delle cattive condizioni di conservazione o della rottura della confezione. Parigi stima che siano scadute 50mila dosi di Vaxzevria mentre i vaccini di Comirnaty, Spikevax e Janssen (Johnson & Johnson) hanno subito "pochissimi sprechi" ma comunque a causa di problemi di stoccaggio, il 5 per cento delle dosi è stato perso nei centri vaccinali e il 10 negli studi medici.

Trend simili a quelli di questi Paesi sono prevedibili in tutti gli Stati membri. Per sopperire al problema si pensa ad allungare il periodo di validità, ma servono basi scientifiche che dimostrino che le dosi non perdano di efficacia. Oppure si dovrebbe quantomeno donare le dosi in scadenza, se si prevede che non verranno utilizzate, ma si dovrebbe mandare al Paese beneficiario della donazione in tempo perché possano essere utilizzate in maniera sicura.

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