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© European Union 2018 - Source : EP

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Le spese degli eurodeputati? Devono restare riservate, vietato l’accesso ai giornalisti

Per il Tribunale Ue le informazioni sulle indennità di viaggio, giornaliere e per il pagamento degli assistenti sono dati sensibili che non possono essere resi pubblici

Le spese dei parlamentari europei sono riservate e i giornalisti non aranno accesso alle informazioni sulle indennità giornaliere, di viaggio e quelle realite al lavoro degli assistenti. Lo ha stabilito il Tribunale dell'Ue che ha respinto i ricorsi di diversi giornalisti e associazioni di categoria, che nel 2015 avevano chiesto l'accesso agli atti che pero’ fu negato dal Parlamento Europeo. Le istituzioni dell'Unione Europea, ricorda il Tribunale, possono rifiutare l'accesso a un documento la cui divulgazione "arreca pregiudizio alla tutela della vita privata e dell'integrità dell'individuo": la regola deve essere attuata in conformità con la legislazione Ue sulla protezione dei dati personali. Per dati personali si intende qualsiasi informazione che riguardi una persona fisica identificata o identificabile. Il fatto è che tutti i documenti richiesti contengono informazioni riguardanti persone fisiche identificate (gli eurodeputati): per i giudici, non si può negare a queste informazioni la qualificazione di dati personali solo perché sono collegate a dati pubblici riguardanti eurodeputati.

Controllo del mandato

Il Tribunale ricorda, poi, che l'accesso ai documenti contenenti dati personali può comunque essere accordato se il richiedente dimostra la necessità del trasferimento dei dati e se "non c'è ragione di ritenere che il trasferimento possa ledere gli interessi legittimi della persona coinvolta". Secondo il Tribunale, la prima di queste due condizioni, cioè la necessità del trasferimento dei dati richiesti, non è soddisfatta nel caso in questione. Per i giudici, i ricorrenti "non sono riusciti a dimostrare in che modo il trasferimento dei dati personali in questione sia necessario per garantire un controllo sufficiente sulle spese sostenute dai membri del Parlamento per l'esercizio del loro mandato", in particolare per fronteggiare le asserite inadeguatezze degli esistenti meccanismi di controllo su tali spese. Inoltre, per i magistrati la volontà di creare un dibattito pubblico non è sufficiente a dimostrare la necessità del trasferimento dei dati personali, poiché questo argomento si collega soltanto alla finalità della richiesta di accesso ai documenti. Infine secondo i giudici i giornalisti non hanno dimostrato "l'adeguatezza e la proporzionalità di tale trasferimento in relazione all'obiettivo perseguito".

Neanche con dati oscurati

Quanto all'argomento secondo il quale il Parlamento avrebbe potuto oscurare i dati personali nei documenti richiesti e accordare così un accesso parziale alle carte, secondo i giudici di Lussemburgo la divulgazione di una versione dei documenti richiesti espunta di tutti i dati personali (tra cui i nomi degli eurodeputati) avrebbe privato l'accesso alle carte di qualsiasi utilità, dato che un accesso di questo tipo non avrebbe consentito ai richiedenti di fare un riscontro delle spese dei singoli membri del Parlamento, vista l'impossibilità di ricollegare i documenti richiesti alle persone coinvolte. In ogni caso, il Tribunale ritiene che l'oscuramento di tutti i dati personali contenuti nei documenti richiesti comportasse un onere amministrativo eccessivo, considerato il volume dei documenti richiesti (oltre quattro milioni di documenti per l'insieme delle domande).

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