Pensioni "care" e scuole senza fondi: sul sociale l'Italia spende più della Germania

A pesare nella Penisola soprattutto il pagamento degli assegni previdenziali, ma nell'Ue siamo quelli che investono meno in istruzione

Foto Consiglio europeo

La protezione sociale è una prerogativa più italiana che tedesca. La spesa pubblica per questa particolare voce nel 2017 è stata maggiore nella Penisola che nello stato del nord Europa. Stando ai dati, la spesa sociale ha rappresentato l’area più importante per la spesa dei governi di un po’ tutti i governi degli Stati membri dell’Ue, ma solo in sei di questi ha rappresentato almeno un quinto della spesa pubblica complessiva. Quasi il 25% del Prodotto interno lordo in Finlandia e Francia, il 23% del Pil in Danimarca, e poi c'è l’Italia, con il 20,9%.

Questi i Paesi dove per la protezione sociale non si basa a spese. Se l’Italia è il quarto Stato dell’Unione per prestazioni sociali, la Germania si colloca al settimo posto (19,4% del Pil). In termini percentuali, dunque, Roma fa più di Berlino. Un dato che si spiega dando un’occhiata alla composizione sociale dei Paesi. Come fa presente Eurostat, la spesa pubbliche per misure assistenzialistiche può dividersi per gruppi diversificati e specifici dei cittadini, uno dei quali il gruppo delle persone anziane. Nella spesa sociale ricadono le pensioni, tanto per essere chiari. Ecco allora spiegato il quasi primato italiano.

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La quota più larga di spesa pubblica per le pensioni è stata registrata in Finlandia e Grecia (13,8%), e dall’altra coppia di Paesi formata da Francia e Italia (13,4% del Pil), con la Germania molto distante (9,3%). Il dato conferma dunque il problema dell’invecchiamento della popolazione nel Belpaese. Tante pensioni, a riprova di un’età media elevata. Il Paese di poeti artisti e navigatori, poi, sembra tradire la sua vocazione, risultando uno degli Stati dell’Ue in cui è minore la spesa pubblica per l’istruzione. È stata del 3,8% del Pil nel 2017. Peggio dell’Italia hanno saputo fare solo Romania (2,8%), Irlanda (3,3%), e Bulgaria (3,6%).

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