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Il premier spagnolo Pedro Sanchez

Il premier spagnolo Pedro Sanchez

L'esercito in campo contro il coronavirus: la mossa della Spagna per evitare un nuovo lockdown

Il premier Sanchez ha annunciato il dispiegamento di 2mila soldati nelle aree più a rischio e ha invitato le regioni autonome a usare lo stato d'emergenza. Il Paese ha registrato 20mila nuovi contagi nell'ultimo weekend e la media settimanale di infezioni è la più alta nell'Ue

Nell'ultimo weekend i nuovi casi di coronavirus in Spagna sono stati circa 20mila e se la situazione dovesse peggiorare c'è chi già parla del rischio di una seconda ondata e di un nuovo lockdown. Per questa ragione, il premier Pedro Sanchez ha deciso di correre ai ripari e ha annunciato la decisione di ricorrere all'esercito per aiutare le regioni nella lotta al Covid-19.

"Il governo spagnolo metterà a disposizione delle regioni degli effettivi delle forze armate per effettuare il tracciamento" dei casi, ha affermato durante un discorso alla tv, precisando che saranno coinvolti 2 mila soldati. La maggioranza del territorio spagnolo è considerata da gran parte dei Paesi dell'Europa centrale e orientale una zona a rischio per i contagi, con l'imposizione di conseguenza di misure restrittive per i viaggiatori. La media di contagi settimanali ha superato i 120 per milioni di abitanti, il doppio della Romania e il triplo della Francia, ossia gli Stati Ue più colpiti dopo la Spagna.

Nel suo discorso, Sanchez ha invitato le comunità autonome, come la Catalogna, a fare uso dello stato d'emergenza se lo ritengono necessario, "uno strumento costituzionale utile e necessario in casi di estrema necessità come la pandemia", ha dettto il premier. "La situazione nel nostro Paese non è omogenea", ha osservato Sanchez indicando che alcune regioni spagnole sembrano essere state virtuose nel contenimento del virus mentre altre presentano una situazione piuttosto rischiosa.

Il premier ha poi affrontando il tema caldo della riapertura delle scuole, cui ha dato massima priorità: "Dobbiamo favorire un rientro nelle classi che garantisca la massima sicurezza di tutti", ha dichiarato. Le prime classi dovrebbero aprire i battenti il 4 settembre, ma già la regione di Madrid ha fatto sapere che i rientri saranno scaglionati e che potrebbero esserci dei rinvii per il ritorno sui banchi di alcuni studenti. 
 

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