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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Energia

Spagna e Portogallo potranno fissare un tetto al prezzo del gas: ok di Bruxelles

Via libera dell'Ue ai due governi iberici per una tariffa massima di 40 euro/MWh da applicare agli impianti di produzione di elettricità

Fumata bianca a Bruxelles sull’accordo tra la Commissione europea e i governi della penisola iberica sul tetto ai prezzi energetici. Margrethe Vestager, vicepresidente dell’esecutivo Ue nonché responsabile per la Concorrenza, alla fine ha accettato la fissazione di un limite alle tariffe del gas naturale e del carbone applicate agli impianti di produzione di elettricità in Spagna e Portogallo. 

I due governi potranno limitare da subito i prezzi a un massimo di 40 euro per megawattora (MWh) nelle prossime settimane, ma dovranno poi portarlo a una media di 50 euro/MWh nell’arco dei dodici mesi durante i quali il piano d’emergenza potrà restare in vigore. Misure che, ha evidenziato El Pais, dovrebbero ridurre la bolletta della luce al 40% dei consumatori spagnoli, con evidenti effetti sul tasso d’inflazione.

Nell’originale proposta di Madrid e Lisbona “il prezzo di partenza era 30 euro/MWh”, ha ricordato la ministra spagnola della Transizione ecologica, Teresa Ribera, nella conferenza stampa al termine del faccia a faccia con Vestager. “Ma è ovvio - ha aggiunto - che in un processo complesso di negoziati” si sia arrivati a un compromesso “comunque positivo per i consumatori”. “Un risultato molto soddisfacente”, ha sottolineato anche il ministro dell’Ambiente portoghese, Duarte Cordeiro, che ha ricordato quanto sia stato importante ottenere il riconoscimento Ue dell’eccezione iberica.

I due governi hanno infatti potuto chiedere ed ottenere la fissazione di un tetto ai prezzi del gas grazie all’accordo raggiunto al Consiglio europeo del 24 e 25 marzo. In tale occasione, i leader Ue avevano riconosciuto la ‘specialità’ iberica caratterizzata da bassissimi livelli di interconnessione energetica con il resto del continente, con un tasso di scambio inferiore al 3%. Un fattore che sta rendendo la crisi del caro bollette ancora più dura per le famiglie e le imprese della penisola. Di qui la possibilità di prendere provvedimenti in deroga alle regole europee sulla libera concorrenza, come appunto la fissazione di un tetto sulle tariffe. Gli esecutivi di Madrid e Lisbona prevedono che la misura porterà a un calo sostanziale del prezzo di mercato dell’elettricità.

La seconda parte del patto originariamente proposto dagli iberici è quella che ha suscitato più divergenze tra Madrid e Lisbona da una parte e la Commissione europea dall’altra. I governi della penisola chiedevano infatti che le tariffe temporaneamente agevolate venissero applicate ai soli consumatori spagnoli e portoghesi e non anche gli altri Paesi vicini collegati, seppure in misura minima, alla rete elettrica iberica. In particolare, Madrid e Lisbona volevano evitare che i prezzi più vantaggiosi venissero applicati anche in Francia. Un punto non accettato dalla Commissione europea che ha convinto i governi iberici a rinunciare alla limitazione alla frontiera del sistema d’emergenza.

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