Spagna boccia il Patto per i migranti di Bruxelles: serve redistribuzione obbligatoria

Madrid solleva le stesse obiezioni che sono anche dell'Italia e vuole un sistema che consenta un rapido controllo domande asilo alle frontiere, per ridurre i tempi dell'accoglienza

Foto Ansa EPA/Carlos de Saa

Senza un meccanismo di ridistribuzione obbligatoria dei rifugiati e un sistema che consenta un rapido controllo domande asilo il Patto per i migranti della Commissione non servirà ad aiutare i Paesi di sbarco come l'Italia, la Grecia e la Spagna.

Domande d'asilo

Per questo Madrid si sta opponendo al piano dell'esecutivo comunitario che punta soprattutto sul rafforzamento del controllo delle frontiere per limitare i flussi irregolare. Lo riferisce il quotidiano "El Pais", riportando fonti del governo di Madrid che hanno espresso la loro preoccupazione per il fatto che il sistema ideato dalla Commissione rischi di appesantire ulteriormente i Paesi che hanno delle frontiere esterne. In un documento presentato congiuntamente a Italia, Francia e Germania si è evidenziata la necessità di un sistema rapido di controllo delle domande d'asilo alle stesse frontiere e di misure per prevenire i movimenti secondari, cioè il passaggio di irregolari dal paese di approdo ad altri Stati terzi dell'Ue, nel quale si parla di “onere eccessivo” che alcuni Stati membri sostengono.

Redistribuzioni obbligatorie

I paesi mediterranei più colpiti come il nostro stanno facendo pressione affinché i migranti che entrano nel territorio europeo siano distribuiti mediante un meccanismo di condivisione obbligatoria che includa anche i soccorsi in alto mare nelle operazioni di ricerca e salvataggio, una prerogativa importante secondo il governo socialista di Pedro Sanchez.

Negoziato difficile

Le fonti governative spagnole hanno sottolineato le "difficoltà" di questo negoziato ricordando che le prime proposte in tal senso risalgono al 2016 ma da allora non è stato possibile raggiungere un accordo, per il rifiuto categorico, in particolare di Polonia e Ungheria. Ad esempio dopo il Patto di Malta del settembre scorso, sottoscritto da sei Stati tra cui Francia e Germania, solo circa 1.800 persone che sono arrivate a La Valletta e in Italia sono state distribuite tra questi stati membri, e Madrid lamenta che oò meccanismo è lento e burocratico e, nonostante il calo del numero di arrivi, ci sono ancora più di 800 persone da distribuire, secondo dati della Commissione europea ottenuti dal giornale.

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