Per i giudici spagnoli respingere i migranti è legale

La Corte costituzionale ha dato il via libera alla pratica delle cosiddette “espulsioni a caldo” per coloro che scavalcano le recinzioni nei territori di Ceuta e Melilla tranne se si tratta di minori, anziani e donne incinte

Migranti provano a scavalcare le recinzioni a Ceuta - foto Ansa EPA/Reduan Dris Regragui

Le espulsioni “a caldo”, cioè veri e propri respingimenti alla frontiera, potranno continuare in Spagna dopo che la Corte Costituzionale ha decretato che la controversa pratica non viola la Carta fondamentale dello Stato. Gli unici casi che sono esclusi riguardano i minori e le persone appartenenti a gruppi vulnerabili, come gli anziani o le donne incinte.

Esulsioni a caldo

La polizia del Paese è solita rispedire in Marocco tutti i migranti che scavalcano le recinzioni nei territori di Ceuta e Melilla, città autonome spagnole in territorio marocchino. La cosiddetta "espulsione a caldo" era stata codificata nella legge spagnola nel 2015 dopo che la pratica era stata contestata dalle Ong secondo cui la polizia di frontiera stava violando i diritti umani dei migranti negando loro il diritto di chiedere asilo. La Corte costituzionale ha affermato nella sua sentenza che "lo scopo del rigetto alla frontiera” è quello “di ripristinare uno stato di legalità violato dal tentativo di stranieri di attraversare quella specifica frontiera terrestre in modo irregolare". La sentenza ha citato anche una decisione della Corte europea dei diritti umani all'inizio di quest'anno, che ha stabilito che due migranti che avevano citato in giudizio Madrid contro la pratica "si erano messi in una situazione illegale tentando di entrare nel territorio spagnolo in modo non autorizzato" scalando il recinto di filo spinato che si trova al confine tra il Marocco e Melilla.

Ingressi illegali

La Corte costituzionale ha dato quella che è nota come "interpretazione conforme" della Magna Carta rispetto alla decima disposizione aggiuntiva della contesta Ley de Seguridad Ciudadana, in una sentenza approvata con nove voti a favore e due contrari, quelli dei giudici più progressisti. Questo precetto stabilisce nel suo primo paragrafo che "gli stranieri che vengono rilevati nella linea di confine della demarcazione territoriale di Ceuta o Melilla mentre cercano di superare gli elementi di contenimento del confine per attraversare il confine in modo irregolare possono essere respinti al fine di impedire il loro ingresso illegale in Spagna".

Espulsioni anche col governo di sinistra

Quando erano all'opposizione, i due partiti membri dell'attuale coalizione di governo spagnola, quello socialista del premier Pedro Sanchez e la sinistra radicale Podemos di Pablo Iglesias, si opponevano alla pratica che consideravano paragonabile a deportazioni sommarie. Iglesias lo scorso febbraio le ha definite "violazione dei diritti umani", affermando che non dovrebbero avvenire. Ma la stessa pratica non è stata fermata da quando sono entrati nel governo due anni fa e anzi viene sostenuta dal ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska Gómez che ha giustificato le espulsioni di massa affermando che avviene in risposta alla violenza usata dai migranti durante l'assalto alle recinzioni, che hanno visto la polizia di frontiera ferita da proiettili e liquidi caustici. Per volontà del governo dalle recinzioni sarà eliminato il filo spinato, ma le stesse saranno ingrandite fino a un'altezza di dieci metri.

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