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Una manifestazione in sostegno del provvedimento - foto Ansa EPA/Kiko Huesca

Una manifestazione in sostegno del provvedimento - foto Ansa EPA/Kiko Huesca

Anche in Spagna sarà consentita l'eutanasia

La nuova legge approvata alla Camera attende solo il via libera del Senato. Il premier Sanchez: "Un avanzamento per la libertà, i diritti civili e la dignità"

Anche la Spagna si unisce ai Paesi dell'Europa che hanno deciso di legalizzare l'eutanasia. Il Congresso dei deputati ha approvato lo storico provvedimento, con cui si consente anche il suicidio assistito, con 198 voti a favore, 138 contrari e 2 astensioni. “L'approvazione della legge sull'eutanasia è un grande traguardo sociale per il nostro Paese. Avanziamo in libertà, diritti civili e dignità”, ha esultato il premier Pedro Sánchez.

Ampia maggioranza

Oltre ai due partiti al governo, i socialisti del Psoe e la sinistra radicale di Podemos, si sono uniti nel voto favorevole i gruppi parlamentari di Ciudadanos, e gli indipendentisti di Junts per Catalunya e Cup. La destra invece, popolari, Vox e Unión del Pueblo Navarro, hanno votato contro. Perché la legge possa entrare in vigore all'inizio del 2021 manca il via libera del Senato che è però scontato. L'estrema destra Vox ha sostenuto che l'eutanasia sarebbe diventata "un'industria della morte" in Spagna. "È la distruzione della nostra cultura", ha tuonato il deputato Lourdes Méndez, aggiungendo che è stato particolarmente doloroso che la legge venisse approvata "quando il mondo sta per celebrare la nascita del figlio di Dio".

Cosa dispone la legge

"Questa è una legge molto legata alla condizione umana. La morte è solo una parte del ciclo della vita, ma è molto doloroso vedere persone che soffrono. E quando questa sofferenza non ha rimedio, non si può condannare qualcuno a spenderla fino alla morte", ha affermato in un'intervista al quotidiano "El Pais", la deputata socialista ed ex ministra della Salute, Maria Luisa Carcedo, promotrice della storica legge. Il provvedimento consentirà ai medici, sia della sanità pubblica che delle strutture private, di assistere i pazienti che desiderano morire se affetti da "una malattia seria e incurabile" o da una "condizione debilitante e cronica" che crea una sofferenza giudicata dalla persona "insopportabile". Il paziente deve confermare quattro volte in un mese il desiderio di morire: due volte in forma scritta a distanza di due settimane, una terza volta dopo un colloquio con un medico e una quarta volta subito prima di ricevere il farmaco letale, che sarà somministrato da un medico assistito da un supervisore esterno. Le richieste dovranno essere approvate da un consiglio di supervisione regionale e potranno essere inoltrate solo da adulti residenti in Spagna capaci di intendere e di volere. Ai medici sarà consentita l'obiezione di coscienza.

L'eutanasia nel mondo

L'eutanasia, ovvero la somministrazione di un farmaco letale operata da un medico, in Europa è al momento legale solo in Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svizzera. Nel resto del mondo è possibile in Canada, Colombia mentre in alcuni Stati degli Usa è consentito il suicidio assistito, ovvero il paziente che desidera morire può assumere da solo il farmaco letale sotto supervisione medica. Anche in Portogallo il parlamento ha approvato lo scorso febbraio una legge simile a quella spagnola che però non è ancora entrata in vigore e potrebbe essere ancora bloccata dal presidente.

Il dibattito in Spagna

Alcune decine di persone, con addosso la maschera di Salvador Dalì indossata dai protagonisti della "Casa di carta", hanno protestato fuori dal Parlamento durante l'approvazione, mostrando cartelli come “morirò quando lo deciderà Dio”, o “se non vuoi dare una dose letale a tuo nonno, non chiedere aiuto a un medico”. Molti altri hanno invece celebrato l'approvazione con cartelli in cui rivendicavano la libertà di poter “decidere di morire senza soffrire”. Secondo i sondaggi circa l'80 per cento degli spagnoli era favorevole all'intervento. Il tema è stato al centro di accesi dibattiti in Spagna da quando negli anni '90 Ramón Sampedro ha intrapreso una campagna personale per chiedere di poter porre fine alle sue sofferenza causate dalla tetraplegia, una paralisi totale del corpo causata da un incidente. La sua storia è stata raccontata nel film del 2004 “Il mare dentro”, con Javier Bardem.

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