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Aiutare i sordi a viaggiare per il mondo, la Commissione premia il progetto italiano

La piattaforma Ulisse permette di organizzare e promuovere gite o pacchetti vacanza per chi si esprime con la lingua dei segni

Un’idea originale, capace di creare una comunità di viaggiatori unita dalla voglia di trasformare una difficoltà comunicativa in un’occasione per offrire emozionanti esperienze e opportunità. Ulisse è la prima piattaforma digitale europea che permette di creare, commercializzare e promuovere esperienze di viaggio locali e pacchetti vacanze completi pensati dai sordi per i sordi. Il progetto, pensato e sviluppato in Italia, è uno dei quattro vincitori del concorso europeo per l'innovazione sociale, che ogni anno assegna in totale 200mila euro alle migliori idee lanciate per affrontare problematiche sociali negli Stati membri. 

Quella dei non udenti è una comunità molto spesso dimenticata dall’industria europea dei viaggi. Lo stesso si può dire per il mondo lavorativo, che di frequente discrimina o mette ai margini le persone diversamente abili. Mettendo in pratica la più elementare ma sempre valida regola dell’imprenditoria, “più grande è il problema maggiori sono le opportunità”, i creatori di Ulisse hanno convertito in loro vantaggio la domanda non soddisfatta di pacchetti vacanze per persone sorde e di mancanza di opportunità di lavoro per chi si esprime solo con la lingua dei segni. Gite e vacanze sono dunque organizzate dalle stesse persone sorde che prendono parte al progetto. 

“Chiunque abbia viaggiato” riflette Monica Renna, una delle fondatrici di Ulisse, “sa come ci si sente a visitare dei posti nuovi e sconosciuti, in cui spesso neanche parli la lingua locale”. “Immaginate - spiega la Renna - quanto sia più difficile viaggiare se la comunicazione con le persone del posto è ostacolata dal fatto che tu non senti e loro non parlano la lingua dei segni”.  Dalla competizione europea il team di Ulisse torna a casa con un premio di 50mila euro che aiuterà a far crescere il progetto oltre i confini italiani, usando la lingua dei segni internazionali come strumento attraverso il quale i giovani sordi, ovunque essi si trovino, potranno iniziare a costruire e a dar forma al proprio futuro.

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