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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Il 73% degli italiani si sente "privilegiato" a essere nell'Unione europea

I risultati di un sondaggio nell'ambito del progetto 'CommEUnication - Coinvolgimento dei giovani per comunicare l'Unione Europea', avanzato dal Programma "Europa per i Cittadini"

Oltre due europei su tre chiedono un maggiore insegnamento dell'Unione Europea (della sua storia, delle sue funzioni, delle sue attività) nelle scuole. E il 61% degli italiani ritiene che l'adesione all'Unione abbia avuto un impatto positivo sul nostro Paese: una percentuale più alta che altrove. Emerge da un sondaggio nell'ambito del progetto 'CommEUnication - Coinvolgimento dei giovani per comunicare l'Unione Europea', avanzato dal Programma "Europa per i Cittadini".

Il sondaggio

Il sondaggio è già disponibile mentre l'intero progetto, che prevede anche una parte creativa nella quale gruppi di giovani cittadini europei saranno chiamati a proporre nuovi modi per diffondere la conoscenza dell'Unione, terminerà a settembre del 2022. Sette i Paesi partecipanti: Italia, Belgio, Bulgaria, Grecia, Portogallo, Irlanda e Francia, sotto l'egida della Fidu (Federazione Italiana Diritti Umani), che ha presentato a Dublino i risultati del sondaggio, con la collaborazione di alcune associazioni e fondazioni attive nei singoli Paesi. Il campione del sondaggio comprende cittadini dai 17 ai 71 anni ma con una (voluta) prevalenza di persone nate dal 1986 in poi, con un'età media di rispondenti di 26 anni, che vivono prevalentemente nelle aree urbane (83%) e con laurea di primo grado (40%) o magistrale (28%). Non manca un 25% di studenti universitari.

Dal sondaggio emerge chiaramente quello 'scollamento' tra le istituzioni europee e i cittadini di cui tanto si parla. Oltre ad una maggiore 'penetrazione' nelle scuole da parte dell'Ue e delle sue attività, gli intervistati (sempre più di due su tre) hanno chiesto maggiore informazione in generale circa l'Unione Europea. E più di uno su tre (il 37%) ritiene che l'unico modo di partecipare all'Unione sia quello di votare alle elezioni, e chiede altre strade di partecipazione.

Il 73% degli intervistati "si sente privilegiato ad essere europeo"

D'altra parte, il 73% degli intervistati si sente 'privilegiato' ad essere un cittadino europeo. E, come si diceva, molti di loro ritengono che l'Unione abbia un impatto positivo sul proprio Paese. Lo pensa il 61% dei rispondenti italiani, oltre l'83% dei belgi, il 75% degli irlandesi. Ma giudicano totalmente negativo l'impatto il 10% degli italiani e dei greci, l'1,8% degli irlandesi, quasi il 9% dei bulgari e francesi e lo 0% (per davvero, nessuno ha risposto così) dei belgi. Ma come si informano riguardo all'Ue i cittadini europei? Nonostante il 90% affermi che Facebook è la piattaforma più vulnerabile alla disinformazione, il 26% prende informazioni proprio attraverso il social network più famoso del mondo. Gli altri canali sono la televisione (27%) e i quotidiani, online o cartacei (23%). 

E il futuro dell'Unione com'è? Minacciato, per quasi il 60% degli intervistati. Il 30% dice che lo è dal nazionalismo, ma anche dal distaccamento dalle istituzioni europee. Il 14% dal cambiamento climatico. Quasi il 13% da problemi di carattere sociale come la disuguaglianza o la povertà. Meno del 10% dal terrorismo e dai fenomeni migratori. Decisamente più in basso altri temi che spesso vengono citati dalla politica come il deficit democratico delle istituzioni europee (una 'minaccia' al futuro dell'Unione per il 9% degli intervistati), le fake news (7%) e le tensioni con Russia o Cina (meno del 4%).

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