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Una protesta dei rifugiati scappati dal centro di Lesbo - foto Ansa EPA/DIMITRIS TOSIDIS

Una protesta dei rifugiati scappati dal centro di Lesbo - foto Ansa EPA/DIMITRIS TOSIDIS

Solidarietà tra Stati? No, dopo Lesbo l'Ue propone solo più campi (e l'ennesimo “memorandum”)

I Paesi europei regalano alla Grecia coperte, tende e materassi, ma si rifiutano di accogliere i migranti lasciati senza dimora dall'incendio che ha devastato il centro d'accoglienza. Bruxelles verso il 'Nuovo patto sulla migrazione'

L’incendio nel campo di Moria, nell’isola di Lesbo, non solo ha lasciato per strada migliaia di richiedenti asilo, costretti a bivaccare in attesa di una nuova sistemazione. Ha anche messo a nudo l’assenza di organizzazione e coordinamento a livello europeo in materia migrazione, un capitolo che ancora pesa sulle spalle dei Paesi destinatari dei flussi. Ma chi si aspetta che le immagini delle famiglie lasciate per strada possano smuovere la politica europea verso un orientamento più solidaristico resterà deluso. La maggioranza dei migranti di Moria non lascerà infatti l’isola, ma verrà sistemata in un nuovo campo, che stavolta verrà messo su e amministrato dalla stessa Unione europea.

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha suggerito che la nuova struttura “dovrebbe essere gestita congiuntamente dall'Unione europea e dalla Grecia”. Una posizione condivisa dal vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas che ha aperto a questa idea durante la sua visita a Lesbo nel fine settimana.

“Ci sono piani di vecchia data delle autorità greche per costruire nuove strutture più adeguate sulle isole greche e il finanziamento dell'Ue per queste è già stato discusso”, ha aggiunto questa mattina un portavoce dell’esecutivo Ue. Un ok ai piani di Atene che arriva con poche ore di anticipo rispetto a un altro annuncio, questa volta pronunciato dalla stessa Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione ha infatti precisato che per mettere su il nuovo campo sarà “molto importante” chiarire “le responsabilità e opportunità” offerte dal nuovo centro per richiedenti asilo. Ma soprattutto occorrerà “siglare un memorandum” per la gestione della struttura nell’ambito del nuovo ‘Patto Ue sulla migrazione e l’asilo’, che verrà annunciato il prossimo 23 settembre. Un’accelerazione rispetto ai piani della Commissione, che intendeva varare il provvedimento il 30 settembre.

Le nuove mosse dell’esecutivo Ue rappresentano una reazione certamente in continuità con le precedenti politiche europee nei confronti dei migranti in arrivo coi barconi. E la tanto richiesta solidarietà tra Paesi Ue si è finora manifestata sotto forma di gesti più simbolici che sostanziali. 

Danimarca, Austria, Finlandia, Svezia e Germania - fa sapere la Commissione - hanno offerto alle autorità greche centinaia di tende, coperte, kit per l'inverno e sacchi a pelo. I nuovi aiuti si aggiungono a quelli già inviati da Polonia, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Paesi Bassi e Francia dal mese di aprile. Gli aiuti già arrivati al Paese mediterraneo negli ultimi mesi includono unità abitative, sacchi a pelo, materassi, coperte e lenzuola. Gesti di solidarietà, appunto, che però non cambiano la situazione di emergenza, alleggerita finora con il solo trasferimento sulla terraferma di poche centinaia di migranti.

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