Mercoledì, 17 Luglio 2024
La proposta

Sui social un'etichetta per segnalarci i contenuti generati dall'intelligenza artificiale

La proposta della Commissione europea per combattere la disinformazione

Le foto di Papa Francesco con un giubbotto bianco di lusso hanno fatto il giro del mondo, e molti le hanno condivise sui social convinti che fossero vere. In realtà, si trattava di immagini create dall'intelligenza artificiale. Proprio per evitare casi come questo, la Commissione europea ha chiesto alle aziende tecnologiche come Google, Facebook e TikTok di creare un'etichetta che 'bolli' i contenuti creati dall'intelligenza artificiale (IA), consentendo agli utenti di riconoscerli immediatamente. 

La richiesta fa parte del dialogo avviato da Bruxelles con i giganti del web che hanno aderito volontariamente a firmare il codice di condotta europeo contro la disinformazione. "I firmatari che dispongono di servizi con un potenziale per diffondere la disinformazione generata dall'IA dovrebbero a loro volta mettere in atto una tecnologia per riconoscere tali contenuti ed etichettarli chiaramente agli utenti", ha affermato la vicepresidente dell'esecutivo Ue Vera Jourová.

Cosa prevede il Digital services act

Non è chiaro se una tale tecnologia già esista. Google ha affermato che ne sta sviluppando una ad hoc, ma diversi funzionari europei sostengono che le grandi aziende tecnologiche siano già in grado di produrre un algoritmo che smascheri automaticamente questa nuova forma di fake news. A partire dal 25 agosto, quando entrerà in vigore il Digital services act, la legge Ue per combattere la disinformazione online, i big del web dovranno attuare una serie di misure per identificare immagini, audio e video che promuovono fake news. L'etichetta sui contenuti frutto di IA, per il momento, non fa parte di queste misure. 

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