In Slovenia anche la lingua dei segni sarà idioma ufficiale del Paese

Il governo ha deciso di inserirla nella costituzione. La ministra che ha sostenuto il provvedimento: “Scelta essenziale per l'integrazione sociale e l'esercizio dei diritti fondamentali”

L'eurodeputata sordomuta Helga Stevens, in Aula interviene usando la lingua dei segni con un traduttore che parla per lei - foto Marc Dossmann © European Union - Source : EP

La lingua dei segni in Slovenia avrà presto la stessa dignità, anche dal punto di vista costituzionale, di quella parlata. Il governo ha deciso di inserirla nella Carta fondamentale del Paese come idioma ufficiale. "In qualità di ministro responsabile per le persone con disabilità, sono estremamente soddisfatta che il governo abbia deciso di sostenere questa iniziativa. È una decisione molto importante perché il diritto all'utilizzo della lingua dei è segni è essenziale per l'integrazione sociale e l'esercizio dei diritti fondamentali", ha esultato la ministra del lavoro, Ksenija Klampfer, che ha sostenuto il provvedimento richiesto dalla Federazione delle associazioni dei sordi e degli audiolesi della Slovenia. "Si tratta di un chiaro segnale da parte dello Stato, di rispetto dei diritti umani e delle minoranze", ha dichiarato Klampfer ribadendo che il livello di civiltà di un paese si giudica in base ai diritti che questo garantisce agli invalidi.

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Sul proprio profilo Twitter il governo ha espresso soddisfazione sottolineando come su questa base costituzionale sarà ora possibile ottenere il pieno godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali previste dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. In Slovenia ci sono circa un migliaio di persone sorde o sordocieche che utilizzano la lingua dei segni e circa 75.000 persone con un apparecchio acustico. I rappresentanti della Federazione delle associazioni dei sordi e degli audiolesi della Slovenia sperano che la legge possa risolvere alcuni problemi legati all'assunzione e all'istruzione di persone sorde e ipoudenti. Sono convinti che la norma inserita permetterebbe ai bambini di apprendere della e nella propria lingua madre e garantirebbe al linguaggio dei segni uno status adeguato.

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