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Domenica, 23 Giugno 2024
Il caso

A 48 ore dal sisma la Siria chiede aiuto all'Ue. Bruxelles: "Ritardi soccorsi non per colpa nostra"

Alcune organizzazioni umanitarie avevano lanciato l'allarme: le sanzioni europee a Damasco potrebbero ostacolare gli aiuti ai terremotati

Dopo 48 ore dal sisma che ha devastato il nord ovest del Paese, la Siria ha chiesto ufficialmente all'Unione europea di attivare il suo meccanismo di protezione civile e inviare le squadre di soccorso nelle zone colpite dal terremoto. "Questa mattina abbiamo ricevuto una richiesta di assistenza dal governo della Siria" di aiuti "attraverso il meccanismo di protezione della Ue. Condividiamo questa richiesta con i nostri Stati membri e li incoraggiamo a contribuire con l'assistenza in natura come richiesto", ha annunciato il commissario Ue per la gestione delle crisi Janez Lenarcic in conferenza stampa.

L'annuncio chiude una polemica scoppiata ieri, dopo che alcune organizzazioni umanitarie, come l'italiana Sant'Egidio, avevano lanciato l'allarme sull'impossibilità per gli Stati Ue di inviare aiuti in Siria in seguito alle sanzioni imposte oltre un decennio fa a Damasco durante la guerra civile. La risposta di Bruxelles alle voci era stata immediata: se i primi soccorsi europei sono andati in Turchia ma non in Siria è perché Damasco non li ha chiesti formalmente. La domanda, evidentemente, ha richiesto due giorni per essere inviata. 

Oggi, l'Ue ha smentito "categoricamente" anche l'accusa secondo cui le sanzioni possano avere un impatto sugli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto. Per il commissario Ue per la gestione delle crisi Janez Lenarcic, "queste sanzioni, non dimentichiamolo, sono state imposte dal 2011 in risposta alla violenta repressione del regime siriano contro la sua stessa popolazione civile, incluso l'uso di armi chimiche". Ma nonostante questo, "l'Unione Europea finanzia e sostiene da oltre 10 anni in Siria organizzazioni umanitarie che collaborano con noi. Il fatto è che la situazione umanitaria in Siria è desolante da oltre un decennio e l'ultimo terremoto non ha fatto altro che aggravare questa già drammatica situazione umanitaria. Stiamo intensificando i nostri sforzi attraverso le organizzazioni umanitarie con cui collaboriamo, che stiamo finanziando e che hanno già reindirizzato parte delle attività in risposta al terremoto", ha anche spiegato Lenaercic.

"Stiamo lavorando per incrementare il nostro sostegno finanziario per le aree colpite in Siria attraverso i nostri programmi di assistenza", ha aggiunto il commissario, rassicurando sul fatto che Bruxelles vigilerà per evitare un uso "distorto" degli aiuti umanitari da parte del regime di Bashar al Assad. Diversi attivisti critici nei confonti del leader siriano hanno avvertito che eventuali aiuti umanitari a Damasco non andrebbero ai terremotati, ma al rafforzamento militare del regime. D'altro canto, la zona colpita dal terremoto comprende anche la regione di Idlib, una delle poche aree che sfugge al controllo di Damasco. Ieri, Zein, la figlia di Assad, avrebbe usato i social per invitare i suoi concittadini a non inviare soldi ai "terroristi" di questa regione. 

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