Siria, Ue e Onu: “Massacro nel Ghouta deve finire subito”. Ma Assad uccide altre 25 persone

Nessun cessate il fuoco alla periferia di Damasco, nonostante la risoluzione delle Nazioni Unite e gli appelli dell'Unione europea. Oltre 400 civili sono morti sotto i bombardamenti del regime, sostenuto da Russia e Iran. Molti i bambini

EPA/MOHAMMED BADRA

Oltre 400 persone, tra cui molti bambini, sono morti. Il Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite ha adottato una risoluzione in cui si chiede l'immediato cessate il fuoco. Ma il massacro del Ghouta, in Siria, continua senza sosta. Il regime di Bashar al-Assad, forte del sostegno di Russia e Iran, non ha ancora fermato i bombardamenti su questo pezzo di terra poco fuori Damasco in cui si sono assiepati gli ultimi ribelli: è di oggi la notizia la morte di altri 25 civili, tra cui 7 bambini. Ecco perché oggi l'Unione europea ha ribadito il suo appello affinché “la situazione sul terreno migliori immediatamente”. 

L'appello dell'Ue

A dirlo è stata l'Alta rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, al suo arrivo alla riunione con i ministri degli Esteri dell'Ue. Secondo Mogherini la risoluzione Onu è "un primo passo", che ora "deve essere immediatamente applicata" con un meccanismo di monitoraggio. Già due settimane fa "avevamo segnalato he la situazione sul terreno sei stava deteriorando in modo drammatico, in particolare dal punto di vista umanitario", ha ricordato Mogherini, sottolineando il lavoro degli Stati membri dell'Ue al Consiglio di Sicurezza per far approvare la risoluzione. L'Alto rappresentante si è detta "estremamente preoccupata dall'incremento delle operazioni militari da parte di di diversi attori, ovviamente soprattutto da parte del regime e i suoi sostenitori".

Ghouta e Afrin, i due fronti della morte

“Il Ghoutha orientale è una zona densamente abitata, l’ex 'orto di Damasco' per i suoi frutteti. E’ la roccaforte dei gruppi ribelli fin dal 2013. Nella fitta rete di cittadine e sobborghi vivono ancora 300 mila civili. La battaglia urbana si annuncia dura come quella ad Aleppo Est alla fine del 2016”, scrive La Stampa. Il Ghoutha è difeso da gruppi ribelli sostenuti dall’Arabia Saudita, come Failaq al-Rahman e Jaysh al-Islam.

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Al massacro del Ghouta, si aggiugono i bombardamenti in un'altra zona della Siria, ad Afrin, dove si stanno confrontando su fronti opposti, Turchia, regime siriano e i curdi dell'Ypg. 

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