“Sappiamo di terroristi in Europa, ma non forniremo dati”. La Siria minaccia l'Ue

Il ministro degli Esteri di Damasco in una intervista televisiva parla di prove certe e chiede agli Stati europei di “correggere gli errori commessi contro il popolo siriano” in cambio delle informazioni

Il presidente siriano Bashar al-Assad

La notizia è stata riportata da diverse agenzie internazionali, ma finora non ci sono riscontri. Il governo di Damasco avrebbe prove che in Europa sono giunti "terroristi provenienti dalla Siria". Ma non le fornirà ai diretti interessati “senza nulla in cambio perché i paesi dell'Ue devono correggere gli errori commessi contro il popolo siriano”. Lo ha detto  il ministro degli Esteri siriano Walid Muallem al canale televisivo russo Rossiya 24

“L'Unione europea ha sofferto della questione migratoria e la Siria può aiutarla a risolverla – ha spiegato Muallem secondo quanto riportano le agenzie italiane - L'Europa ha bisogno di un'ampia banca dati sui terroristi provenienti dalla Siria: noi abbiamo queste informazioni ma non le forniremo senza nulla in cambio”. 

Schiavi degli Usa

Nel corso dell'intervista, il ministro degli Esteri siriano ha inoltre sottolineato che gli Stati Uniti devono prendere coscienza del loro fallimento in Siria sul campo e a livello politico. "Quando gli Stati Uniti si renderanno conto di aver perso la guerra sul terreno e che stanno anche perdendo quella politica?", si è chiesto Muallem, secondo il quale molti paesi, tra cui l'Unione europea "nella costruzione delle proprie relazioni con la Siria sono ancora tenuti in ostaggio dal diktat statunitense, dal momento che non c'è alcuna ragione significativa di indugiare nella ripresa delle relazioni”. 

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Secondo il ministro siriano, i paesi occidentali hanno iniziato solo ora a rendersi conto che i loro obiettivi e piani per sostenere gruppi terroristici sono ormai falliti e stanno tentando di trovare "un processo politico per rinnovare il proprio rapporto con la Siria”.

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