Siria, il massacro di Idlib 'oscurato' dal coronavirus

Nella città a nord della Siria dall'inizio dell'offensiva di Damasco sono morti quasi 300 civili. Di Maio e 12 ministri europei lanciano un appello per porre fine al “disastro umanitario”

Idlib ormai città fantasma - foto Ansa EPA/YOUSSEF BADAWI

Mentre gli occhi del mondo sono puntati sull'epidemia di coronavirus in Siria non si arrestano i combattimenti tra le forze governative di Bashar al-Assad, sostenute dalla Russia di Vladimir Putin, e i ribelli nel Nord Ovest del Paese, sostenuti dalla Turchia di Recep Tayyip Erdogan.

Gli scontri a Idlib

L'epicentro degli scontri e dei bombardamenti è la città di Idlib dove è ormai in corso un vero e proprio disastro umanitario di cui pochi parlano. Almeno venti civili, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi nell'ultimo attacco dall'artiglieria e dai raid siriani e russi e secondo le stime dell'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati, a causa dell'offensiva da gennaio ad oggi sono morti 298 civili e un milione di persone sono state costrette a fuggire.

L'appello dei ministri Ue

Tredici ministri degli Esteri dell'Unione Europea, tra cui Luigi Di Maio, su iniziativa dal capo della diplomazia francese Jean-Yves Le Drian hanno lanciato un appello affinché si fermi il massacro. ''A Idlib si sta verificando un nuovo disastro umanitario, uno dei peggiori della crisi siriana che, in quasi un decennio, ha fatto contare innumerevoli disastri simili. Il regime siriano continua nella strategia di riconquista militare del Paese ad ogni costo, indipendentemente dalle conseguenze per i civili siriani'', si legge nell'intervento pubblicato in Italia su La Stampa. “È chiarissimo per noi che sono presenti gruppi radicali a Idlib. Non prenderemmo mai alla leggera il terrorismo”, affermano i ministri, secondo cui però “la lotta al terrorismo non può e non deve giustificare massicce violazioni del diritto internazionale umanitario”, e per questo chiedono “al regime siriano e ai suoi sostenitori di porre fine a questa offensiva e di riprendere il cessate il fuoco stabilito nell'autunno 2018”.

Il vertice a quattro

Per il 5 marzo si ipotizza un vertice a quattro con il presidente turco Erdogan, quello russo Putin, il francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel, ma al momento non ci sono certezze che si riuscirà a svolgere.

Crimini di guerra

La situazione peggiora giorno dopo giorno e Amnesty International parla di crimini di guerra. "Le scuole dovrebbero essere luoghi sicuri dove i bambini possono imparare e giocare, anche in una zona di conflitto. Colpire scuole e asili usati per scopi civili è un crimine di guerra", ha dichiarato Heba Morayef, direttrice di AI per il Medio Oriente e l'Africa del Nord, commentando la notizia del recente bombardamento di 10 scuole nelle province siriane di Idlib e Aleppo. "Nove anni dopo l'inizio della crisi, il governo siriano continua a mostrare profondo disprezzo per le leggi di guerra e per la vita dei civili. Gli attacchi alle scuole fanno parte di una politica sistematica di attacchi contro le popolazioni civili e costituiscono crimini contro l'umanità e crimini di guerra", ha sottolineato Morayef.

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