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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Il report / Ucraina

Dallo scoppio della guerra in Ucraina raddoppiati gli acquisti di armi in Europa

Secondo i dati del Sipri c'è stato un aumento del 93% delle importazioni, guidato da Kiev ma non solo. L'Italia è il sesto esportatore mondiale di armamenti che vanno soprattutto in Qatar, Egitto e Turchia

La guerra in Ucraina ha fatto schizzare gli acquisti d'armi in Europa con le importazioni nel continente che nel solo 2022 sono quasi raddoppiati. L'Italia risulta il sesto esportatore mondiale con il 3,8 del mercato, dopo Usa, Russia, Francia, Cina e Germania. Lo rileva l'ultimo rapporto dell'Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri), che sottolinea come Kiev sia diventata la terza destinazione mondiale.

"L'invasione ha davvero causato un'impennata significativa della domanda di armi in Europa, che non ha ancora mostrato tutta la sua forza e che con ogni probabilità porterà a un ulteriore aumento delle importazioni", ha sostenuto Pieter Wezeman, co-autore del rapporto. Quella in corso è un'accelerazione di una tendenza al rialzo che era già in corso da tempo nel Vecchio Continente, conseguenza del riarmo iniziato diversi anni fa dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia di Vladimir Putin. "I Paesi europei hanno già ordinato o stanno pianificando di ordinare tutti i tipi di armi: sottomarini, aerei da combattimento, droni, missili anticarro, cannoni e radar", ha continuato Wezeman, secondo cui "si sta valutando tutto, perché l'idea è quella di rafforzare le capacità militari a tutto tondo".

Armi, il grande affare della guerra in Ucraina

A guidare l'impennata del 93% rispetto all'anno precedente, soprattutto le importazioni o gli acquisti destinati all'Ucraina. Il Paese, fino al 2022 un importatore trascurabile di armi, lo scorso anno è diventato improvvisamente la terza destinazione di armi al mondo, dopo il Qatar e l'India, come conseguenza diretta dell'aiuto occidentale per respingere l'invasione russa. Il Paese da solo ha rappresentato il 31% delle importazioni di armi in Europa e l'8% del commercio mondiale, secondo i dati forniti dal Sipri. Escludendo l'Ucraina, l'aumento delle importazioni europee ha comunque raggiunto il 35% nel 2022, secondo i dati dell'organizzazione, grazie anche l'aumento esorbitante della spesa militare da parte di diversi Stati europei come la Polonia in primis, che quest'anno ha addirittura portato il suo bilancio della difesa a circa il 4% del Pil nazionale.

La Polonia sta costruendo l'esercito più potente d'Europa

Nel quinquennio dal 2018 al 2022, periodo privilegiato dal Sipri per individuare le tendenze, le importazioni europee sono aumentate del 47% rispetto al periodo 2017-2021, mentre al contrario il commercio mondiale è diminuito del 5%. A differenza dell'Europa, tutti gli altri continenti hanno registrato un calo delle importazioni in cinque anni, con una marcata diminuzione in Africa (-40%), Nord e Sud America (-20%) e persino in Asia (-7%) e Medio Oriente (-9%), i più grandi mercati mondiali. L'Italia ha rappresentato il 3,8 per cento delle esportazioni mondiali di armi nel periodo 2018-22 e le nostre esportazioni cresciute del 45% rispetto al quinquennio 2013-17.

Circa due due terzi (67%) dei nostri armamenti sono stati destinati al Medio Oriente. Siamo il terzo fornitore del Qatar dopo Usa e Francia, col 14% dei suoi acquisti, il secondo dell'Egitto (19%), il secondo del Kuwait (10%) e addirittura il primo della Turchia con il 35% delle sue importazioni. Tra gli ordini che abbiamo in cantiere ci sono: 115 caccia, 9 navi da guerra e oltre 1700 altri veicoli da combattimento. Per quanto riguarda le nostre di importazioni invece, l'Italia le acquista principalmente dagli Stati Uniti (92%), poi Israele (4,4%) e Francia (2%).

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