Sinistra e Verdi avanzano in Europa

In attesa del voto di fiducia al Governo Sanchez bis in Spagna, i socialisti si riprendono la Croazia e gli ecologisti vanno al potere in Austria. Nel 2019 il “fronte rosso” ha vinto in Danimarca e convinto i portoghesi. È socialdemocratica anche la 34enne prima ministra finlandese

Sanna Marin e Pedro Sanchez

I risultati elettorali negli Stati Ue a cavallo tra gli ultimi mesi del 2019 e i primi giorni del nuovo anno devono aver fatto sorridere la grande famiglia della sinistra europea che riunisce progressisti, ecologisti, socialisti e comunisti. L’ultimo in ordine di tempo è il successo di Zoran Milanovic, già primo ministro dal 2011 al 2016, che ha riportato i socialdemocratici al potere in Croazia, alla quale spetta la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. Sinistra vicina a una pesante riconferma anche in Spagna, dove i numeri risicati della vittoria di Pedro Sanchez alle elezioni anticipate hanno fatto temere per mesi un possibile ritorno alle urne, con la destra nazionalista di Vox in forte ascesa. 

L'accordo con gli indipendentisti

I socialisti spagnoli sono invece riusciti a mettere assieme una coalizione di Governo nel complicato scacchiere del Congreso de los Diputados di Madrid. Salvo sorprese, Sanchez dovrebbe incassare la fiducia parlamentare nella giornata di domani, grazie al supporto della sinistra radicale di Unidas Podemos e all’astensione dei deputati indipendentisti catalani

L'Ibizagate apre le porte del Governo ai Verdi austriaci 

Un singolare esperimento politico comincia questa settimana in Austria, dove il cancelliere federale Sebastian Kurz si prepara al giuramento che darà il via al suo secondo Governo, nato da un’intensa tra il Partito popolare austriaco (formazione di centrodestra, di cui Kurz rimane il leader) e i Verdi. Un sodalizio, quello tra i conservatori e gli ecologisti, che si è reso necessario dopo la fuoriuscita dalla maggioranza di Governo della destra nazionalista del Fpo (Partito della libertà austriaco), duramente colpito dallo scandalo Ibizagate.

"Baby Hitler", ong contro Kurz

All’alba della nuova avventura politica in tandem coi Verdi, Kurz ha comunque voluto rassicurare i suoi elettori con un’intervista al tabloid tedesco Bild, nella quale ha definito “privati soccorritori marittimi” le ong che operano nel Mediterraneo, accusate dal cancelliere austriaco di “causare più vittime”, rispetto a quelle che si conterebbero senza la loro presenza nel braccio di mare che separa l’Africa dall’Europa. “Sei un baby Hitler”, gli hanno risposto i volontari della ong Mission Lifetime, scatenando un putiferio sui social media e mettendo in imbarazzo i neo-alleati ecologisti, che a Bruxelles fanno parte dello schieramento che ha invitato, e applaudito, Carola Rackete al Parlamento europeo

Dal "fronte rosso" danese ai comunisti portoghesi

Al netto dei mal di pancia per l’alleanza coi popolari austriaci, la sinistra in Europa ha contato altre due importanti vittorie nell’ultima parte del 2019. A giugno il cosiddetto “fronte rosso” formato da socialdemocratici, socialisti-liberali ed ecologisti ha trionfato in Danimarca, strappando il Paese all’alleanza di centrodestra al potere fino a sei mesi fa. Dall’altra parte d’Europa, in Portogallo, è arrivata anche l’importante riconferma di Antonio Costa. La coalizione che sostiene il primo ministro lusitano è la stessa del precedente mandato, formata dal Partito socialista, dal Blocco di Sinistra e dal Partito comunista portoghese

La giovane leader scandinava

Sanna Marin, la 34enne prima ministra più giovane del mondo, è alla guida della Finlandia da un mese, dopo che l’ex numero uno del Governo di Helsinki, Antti Rinne, si è dovuto dimettere a pochi mesi dalla vittoria alle urne per le critiche sulla gestione di una crisi aziendale delle poste finlandesi di proprietà statale. Due settimane di sciopero dei lavoratori del settore, unito a una giornata di mobilitazione di solidarietà di tutti gli addetti ai trasporti del Paese (che ha portato alla cancellazione di 300 voli), hanno costretto il premier socialdemocratico a lasciare il posto alla giovane compagna di partito. 

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Le prime proposte del nuovo Governo finlandese

Pochi giorni fa Marin ha proposto di accorciare la settimana lavorativa a soli “quattro giorni, di sei ore ciascuno, con lo stesso stipendio”. “Credo che le persone meritino di trascorrere più tempo con le loro famiglie, con i propri cari, dedicandosi agli hobby e altri aspetti della vita, come la cultura”, ha sottolineato la prima ministra, suscitando curiosità, critiche e apprezzamenti anche da parte dell’opinione pubblica degli altri Paesi europei. Prendendosi così il centro della scena

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