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Sabato, 25 Giugno 2022
La corsa all'Eliseo / Francia

“Tutto tranne Macron”: perché una parte della sinistra francese voterà Le Pen

Domenica in Francia il ballotaggio per scegliere chi andrà all'Eliseo. I sondaggi danno il presidente uscente in vantaggio, ma peseranno gli indecisi

"Non dobbiamo dare un solo voto a Madame Le Pen! Non dobbiamo dare un solo voto a Madame Le Pen!". In quattro occasioni, Jean-Luc Mélenchon, candidato di La France Insoumise (Lfi), la sinistra radicale francese, che al primo turno si è classificato al terzo posto ottenendo il 21,05 per cento dei voti, ha invitato i suoi elettori a non appoggiare la leader del Rassemblement National (Rn) nel ballottaggio di domenica contro il presidente uscente Emmanuel Macron. Ma stando agli ultimi sondaggi, 1 sostenitore su 5 di Mélanchon non sembra intenzionato a seguire le sue indicazioni. E a votare l'estrema destra al posto del "liberista" Macron. 

Il loro grido è “tutto tranne Macron!”, visto come l'incarnazione delle politiche neoliberiste in Francia. Tanti, tra gli elettori di sinistra, ritengono il leader della République en marche l'attuale capo dell'Eliseo “il presidente dei ricchi”, un “arrogante”, uno che “non conosce la vita del popolo” e che è completamente “sconnesso dalla realtà”.Un esempio lampante è la riforma delle pensioni proposta dall'attuale capo dell'Eliseo. La sinistra, ma anche la stessa Le Pen, sono nettamente contrarie. Macron “propone di andare in pensione a 65 anni, ma non è un operaio in una fabbrica o nell'edilizia, quindi non è una preoccupazione per lui essere ancora al lavoro a quell'età”, dice un’elettrice di Mélanchon mentre un’altra spiega che “voterà per Le Pen “perché ci sono dei punti in comune con Mélenchon, il Ric (referendum d'iniziativa popolare) e la fine del pass per le vaccinazioni (sospeso dall'esecutivo lo scorso marzo, ndr)".

Neppure le posizioni anti-migranti di Le Pen sembrano frenare la deriva di voti dalla sinistra radicale alla destra:  "Di fronte alla distruzione del nostro modello sociale, e nonostante sia un musulmano francese, voterò per Marine Le Pen al secondo turno, non per convinzione ma per protesta", dice un altro melanchonista. 

Gli elettori di Mélenchon si dicono stanchi delle richieste di voto utile: "L'ho già fatto nel 2017”, quando Macron si impose al ballotaggio sempre contro Le Pen, ma adesso è tempo di “sanzionare questo circo che va avanti da vent'anni", racconta a Bfm Tv un giovane insoumis. "Dobbiamo porre fine a questo voto utile. Non si può votare per Macron dopo che ha venduto la Francia a McKinsey (la procura finanziaria nazionale ha aperto un'indagine preliminare per frode fiscale aggravata dopo la pubblicazione di un rapporto del Senato sull'uso da parte del governo di società di consulenza private, ndr). Sono un melenchonista convinto. Le Pen non sarà peggio di Macron", dice il giovane.

Secondo un recente sondaggio riportato da Le Figaro, il 21% degli elettori di Mélenchon sosterrà Le Pen al ballottaggio. Il 34%, invece, dichiara di voler votare Macron. La quota maggiore, il 45%, si dice orientato all'astensione. Il timore dei sostenitori del presidente uscente è che la quota di indecisi della sinistra radicale possa spostarsi negli ultimi giorni verso l'esponente di destra. La forbice tra i due sembra oggi decisamente minore rispetto al 2017, quando Macron vinse con il 66% dei voti. Le ultime rivelazioni assegnano al leader de La République en marche circa il 54% delle preferenze. 

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