Domenica, 1 Agosto 2021
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Sindaco vieta ai "pro life" di manifestare davanti a clinica abortista: "Intimidazioni a donne, sono criminali"

I dimostranti nella cittadina olandese di Groningen seguivano le donne fino all'ingresso della struttura con atteggiamenti minacciosi che le lasciavano sconvolte

Foto archivio Ansa - EPA/ERIK S. LESSER

Il sindaco della cittadina olandese di Groningen ha stabilito che non sarà più consentito ai movimenti "pro-life" fare manifestazioni davanti alla clinica locale in cui vengono praticati aborti. Il primo cittadino Koen Schuiling ha preso questa decisione perchè l’approccio degli attivisti contrari all'interruzione volontaria di gravidanza è considerato troppo aggressivo, con le donne che venivano letteralmente seguite e di fatto intimidite mentre tentavano di entrare nella struttura, con un comportamento che il sindaco non ha esitato a definire “criminale”.

Il Comune ha mandato anche dei funzionari “sotto copertura” per valutare l’atteggiamento dei manifestanti. Schulling ha anche indirizzato loro una lettera in cui ha espresso chiaramente la sua disapprovazione per il metodo di protesta utilizzato. "Offrire volantini pro-life e seguire i pazienti della clinica non solo è intimidatorio, ma viola anche gravemente la privacy", ha scritto. Quella di imporre un divieto "è stata una decisione complicata", ha detto al giornale locale Rtv Noord, spiegando che "abbiamo studiato a fondo la nostra posizione giuridica e osservato come gli altri comuni se ne occupano", aggiungendo che la decisione è stata presa dopo aver parlato con tutte le parti in causa,  la clinica, i manifestanti e le donne e i loro partner che hanno visitato la struttura. "Le donne che decidono di procedere con l'aborto non possono essere aggredite in questo modo" ha detto Schuiling.

Il sindaco ha anche aggiunto che dalle conversazioni con le persone coinvolte sembra che le donne che entrano nella clinica arrivino sconvolte dopo aver superato i manifestanti. Inoltre, dopo aver parlato con la clinica il primo cittadino ha scoperto che non solo i pazienti della struttura sono infastiditi dall'approccio degli attivisti, ma anche i dipendenti. Schulling ha però precisato che non si tratta di vietare completamente le manifestazioni, ma semplicemente di impedirle proprio davanti la clinica. In questo senso ha definito il diritto di protesta una grande risorsa "sacra nel nostro Paese". Semplicemente adesso agli attivisti sarà impedito di avvicinarsi alle donne che vogliono abortire ostacolare fisicamente la loro possibilità di entrare nell'edificio. 

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